Ventura si sfoga attaccando la Figc

28 Maggio 2018

L’ex ct: «Non sono l’unico colpevole della mancata qualificazione ai Mondiali»

ROMA. Per la prima volta dopo il suo addio alla Nazionale, parla l'ex ct Gian Piero Ventura a “Che tempo che fa” su RaiTre. Intervistato da Fabio Fazio, Ventura ripercorre quella che considera "una cicatrice enorme", l'avventura in azzurro che cominciò con il ko con la Francia per 3-1 in amichevole, ma proseguì con i nove risultati positivi di fila (7 vittorie e 2 pareggi) nelle qualificazioni mondiali. Fino al 3-0 in Spagna, dove il giocattolo si ruppe: «Lungi da me da scaricare le responsabilità ad altri, le mie le prendo in toto, però è corretto spiegare come sono andati i fatti. Quando siamo partiti (nel girone di qualificazione a Russia 2018, ndr), lo scenario era chiaro: una si qualificava e noi non eravamo teste di serie. Arriviamo alla partita con la Spagna con uno score importante, imbattuti, primi in classifica. Due le possibilità: o batti la Spagna o vai agli spareggi. Perdiamo... Difficile da capire è ciò che succede dopo: un minuto dopo il fischio finale c'è una violenza inaudita, tutti chiedevano le mie dimissioni». La delegittimazione interna, cioè della Federcalcio, a suo dire c'era già stata: «Quando ho sposato il progetto, questo prevedeva la presenza di Marcello Lippi come direttore tecnico. Invece, Lippi non ha firmato e sono rimasto senza rete». Ventura ammette anche di aver sbagliato a non dimettersi dopo la vittoria con Israele, «perché dopo 10' di gioco lo stadio fischiava la Nazionale, cosa che non ricordo sia mai successo». Dimissioni che però ci furono: «L'ho fatto alla partita successiva con la Macedonia, ma non sono state accettate; avevo già ufficializzato al mio staff che dopo la partita con la Svezia, in caso di qualificazione, non sarei mai andato ai Mondiali per il bene della Nazionale. Era impossibile per me lavorare, chiunque sarebbe arrivato avrebbe potuto svolgere un lavoro migliore. Invece non l'ho fatto dopo l’eliminazione perché sarebbe stato come ammettere che ero l'unico responsabile. In conferenza (dopo la mancata qualificazione con la Svezia, ndc) non si presentò nessuno della federazione e sono diventato il capro espiatorio di un sistema che non funzionava». Qualcuno mise in dubbio il rapporto con la squadra: «Io avrei abbandonato il ritiro? E' da querela».