Verratti difende l’Italia: lasciate in pace i giovani

Il pescarese del Psg si carica la squadra sulle spalle: «Ora dobbiamo rialzarci» Domani la partita “inutile” in Turchia che garantirà 3 milioni di diritti televisivi
ROMA. «Lasciate tranquilli i giovani». Marco Verratti è tornato a Parigi dopo il disastro azzurro, e come i compagni rimasti a Coverciano per preparare la trasferta in Turchia di domani (ore 20,45) non ha ancora smaltito la delusione. Ma un messaggio, dopo il «Rialziamo la testa» di Roberto Mancini, lo lancia, ed è per il futuro. Al quale dovrà pensare prima di tutto la Figc. In attesa che il ct sciolga la riserva per il suo personale futuro, il calcio italiano deve affrontare i nodi in vista dei prossimi due anni. «Resto per difendere la nazionale», ha detto il presidente Figc, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta di Palermo. E per farlo, l'intenzione una volta risolta la questione ct è quella di rilanciare, con proposte concrete. Intanto, oltre alla difesa del 'veterano’ pescarese della nazionale Marco Verratti, a Coverciano è stato notato il gesto di altri titolari come Chiellini, Bonucci e Barella, rimasti in ritiro senza far ricorso all'alternanza come per altri campioni d'Europa: un segnale di vicinanza a Mancini (per lui Chiellini ha già auspicato altri 4 anni da ct) e di come l' 'inutile’ partita di Konya con la Turchia sia considerata la prima tappa del nuovo ciclo, più che la fine del vecchio. Una gara considerata inutile, ma a cui gli azzurri non hanno rinunciato per via dei 3 milioni di euro di diritti televisivi garantiti dalla Fifa. «La delusione adesso è grande», ha scritto sui suoi account social Verratti, tornato a casa per problemi fisici, «ma abbiamo già dimostrato che con il lavoro, la passione e il cuore tutto è possibile. Quindi nella vita o nel calcio che sia dopo una grande vittoria come quest'estate o dopo una grande sconfitta si deve continuare sempre a lottare». «Il nostro compito è riportare la nazionale dove merita e costruire fin da oggi, passo dopo passo, un futuro vincente», dice Donnarumma, al quale a soli 23 anni quel futuro senza dubbio appartiene». «A mente fredda fa ancora più male», la riflessione di Berardi, con le scuse ai tifosi, «Dovevamo e potevamo dare di più perché quello che ci fa più rabbia è che non siamo questi. Non ci sono tante cose da aggiungere. Se non, scusateci per questo disincanto. Noi lavoreremo per tornare a farvi sognare». In attesa di capire il futuro del ct Mancini, la Federcalcio punta ad alzare la qualità dei giocatori e adeguare il calcio italiano ai ritmi di quello internazionale. Serve un progetto tecnico nuovo: sul versante degli allenatori, la scuola federale conferma la sua validità, stando alle performance dell'Under 20 e dell'Under 19, e di fronte alla crisi di risultati dei club nelle coppe (ultima vittoria, la Champions dell’Inter nel 2010), l'ambiente azzurro rivendica risultati superiori.
Ma non c'è dubbio che dopo la crisi aperta a Palermo bisogna lavorare sui giovani, la nazionale del futuro: un'idea che sta maturando è quella di tre Accademie - una al Nord, una al Centro, una al Sud - per i giovani. Il Club Italia dovrebbe avere un direttore tecnico per coordinare alla nazionale A il lavoro di tutte le giovanili, e al commissario tecnico e al suo staff spetterebbe il compito di girare per i ritiri azzurrini a visionare lavoro e progressi individuali. Concedere premi di formazione dei convocabili alle società e stabilire tetti di età decrescenti. Idee che per diventare progetti concreti dovranno fare i conti con lo scontro 'politico tra la Figc di Gravina e i presidenti della Lega di A.
Paride Di Noia

