Verratti: «Senza calcio? Avrei fatto il barista»

Il pescarese del Psg si racconta: adoro Ramazzotti. Lo shopping con la mia ragazza? No, grazie
PESCARA. A Parigi, insieme a Zlatan Ibrahimovic, è l’idolo del Parco dei Principi. Ha incantato la Ville Lumière e ora sogna un posto al Mondiale in Brasile. I suoi compagni di squadra in ogni intervista mettono in risalto le sue doti e lo lanciano verso i Mondiali (l’ultimo è stato un certo Thiago Silva). Marco Verratti è il re di Parigi e del Paris Saint Germain. Il centrocampista di Manoppello è l’uomo del momento e, ieri, l’Equipe ha pubblicato una simpatica intervista al centrocampista cresciuto ed esploso nel Pescara.
Un viaggio nella vita privata di Verratti, che da poco è diventato padre del piccolo Tommaso, tra hobby, musica, tempo libero e la sua infanzia. «Non mi piace fare shopping con la mia ragazza», ha detto al quotidiano francese. «Quando andiamo per negozi, Laura, mi dice sempre: “Questo non mi piace, questo non ti sta bene, questo non fa per te”. Io le dico, allora perché vuoi che venga con te per negozi se non ti piace nulla ?». A Parigi la sua vita è cambiata, ma il richiamo dell’Italia è forte e si consola con il suo cantate preferito, Eros Ramazzotti. «Mi piace molto la sua musica. Ho sempre ascoltato le canzoni di Eros». Lavezzi è il suo miglior amico, però anche con il resto del Psg ha un grande rapporto. «Anche loro mi chiamano Gufetto», come facevano i suoi amici pescaresi.
Marco Verratti, inoltre, rivela il suo sogno da bambino, se non avesse fatto il calciatore: «A Manoppello da ragazzino andavo sempre al bar del paese», racconta. «Guardavo il barista e lo invidiavo. Mi sarebbe piaciuto fare quel tipo di lavoro e negli anni passati ho anche servito qualche drink da dietro il bancone».
Il 21enne pescarese racconta il suo giorno più emozionante. «Senza dubbio la nascita di mio figlio Tommaso», nato lo scorso 18 marzo. «Se avessi solo un’ora da vivere con chi la trascorrerei? Senza dubbio vorrei stare con i miei amici e tutte le persone che amo di più».
Se si potesse vivere 24 ore nella vita di un altro, chi sarebbe? «Nessuno in particolare. Ma se devo rispondere, direi Leonardo da Vinci». Tanto rispetto per Leonardo, ma nel suo piccolo, Verratti, è già un genio, del pallone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

