VIA TEDINO, ZAMPARINI TIMBRA IL 51° ESONERO

27 Settembre 2018

Qualcuno ancora lo fa: provare a chiedersi cosa ci sia esattamente nella testa di Maurizio Zamparini, calcisticamente parlando, s’intende. Cosa lo spinga così tanto oltre tutti gli altri, lì dove...

Qualcuno ancora lo fa: provare a chiedersi cosa ci sia esattamente nella testa di Maurizio Zamparini, calcisticamente parlando, s’intende. Cosa lo spinga così tanto oltre tutti gli altri, lì dove nessuno osa. In quella terra di nessuno dove la carriera e la figura dell’allenatore, il lavoro e il tempo (quello che dovrebbero avere a disposizione) hanno valore zero. O quasi.
Dove una sconfitta, una sola, magari la prima della stagione, non è semplicemente “una brutta prestazione ma siamo solo all’inizio” o “un incidente di percorso” o anche l’ammissione che, dall’altra parte, l’avversario abbia giocato semplicemente meglio di te, ma, invece, la scossa di terremoto che sta per lasciare macerie.
A 77 anni Zamparini ha ancora voglia. Di allungare l’elenco. Il Tedino-bis è il cinquantunesimo esonero della sua carriera di presidente e/o proprietario (18 a Venezia, 33 a Palermo).
Aveva appena provato Cellino, a Brescia, ad accorciare le distanze con il cambio Suazo-Corini (il trentunesimo tra Cagliari, Leeds e Brescia) e il vecchio leone ha voluto rispondere di par suo. E magari aver proprio incrociato, martedì, la strada dell’imprenditore cagliaritano, gli ha riacceso l’ispirazione. Immarcabile. Irraggiungibile.
Il Palermo a Brescia ha giocato male, vero, ma tre giorni prima aveva sontuosamente dominato il Perugia.
La classifica non sarà forse una gioia per gli occhi, ma neanche un pianto (i rosanero con otto punti sono sesti) e, soprattutto, saremmo appena alla quinta di campionato… Ci ragioniamo? Macché. Via Tedino, via subito, ri-avanti Stellone.
Così si fa. Anzi, non è così che si fa, ma lo zamparinismo è un mondo a parte e non si fanno prigionieri.
Roberto Stellone e i quaranta colleghi prima di lui lo sanno, lo hanno saputo, non possono non saperlo: con la firma sul contratto si impegnano ad allenare il Palermo, ma pure ad allungare quell’elenco. Inevitabilmente. E allora la domanda dovremmo farla a loro: ma che avete nella testa?
*giornalista Sky Sport