Vivarini: «Pescara devi insistere, non ci sono altre vie per salvarti»

L’allenatore del Latina: «Senza serenità e spavalderia sarà impossibile raggiungere il traguardo. Vietato cambiare atteggiamento, ma il reparto difensivo avrebbe bisogno di maggiore fisicità»
PESCARA. Il suo Latina ha iniziato a correre. Dopo il successo contro il Bari, ha espugnato Vicenza e per Vincenzo Vivarini è stata la 100ª vittoria da allenatore. L’ex tecnico del Teramo non si sottrae alle domande sulla situazione in casa Pescara. D’altronde, il 50enne di Ari si è formato nel club biancazzurro.
Vivarini, si aspettava un Delfino in crisi profonda?
«In serie A può accadere che vengano inanellate tante sconfitte. L’importante è non perdere mai la serenità, nemmeno in momenti brutti come questo».
C’è una ricetta per frenare la discesa?
«Per prima cosa bisogna sperare che i calciatori crescano in fretta e comprendano a fondo le insidie di questa categoria. Basterebbero un paio di partite per cambiare la situazione. Resto convinto dell'idea che il Pescara potrà lottare fino alla fine per rimanere in serie A, a patto che la squadra non si faccia condizionare dei risultati. La storia dice che l'impatto di questa società con la massima serie è sempre stato problematico. La ragione è semplice: c'è troppa differenza con la serie B».
Secondo lei la rosa è all’altezza?
«Fino alla gara con l'Empoli il Pescara ha retto bene l'impatto con avversari più forti. Purtroppo, contro i toscani qualcosa non ha funzionato. Può succedere di incappare in una giornata storta. Il campionato non si decide in una partita».
Che cosa si sente di dire a Oddo e ai calciatori?
«Semplicemente di conservare la spavalderia che li ha caratterizzati sin dalla passata stagione. È necessario insistere sulla qualità del gioco, perché questo è l’unico mezzo che il Pescara può sfruttare per centrare l’obiettivo. Chiaramente, se i risultati non arriveranno si potrebbe pensare a qualche modifica. Anch'io a Latina ho messo in pratica alcuni accorgimenti per dare maggiore equilibrio passando al 3-4-3. Ma la scelta va fatta sempre in base ai calciatori che si hanno a disposizione».
Qual è il suo giudizio sul mercato estivo del Pescara?
«Rispetto a quattro anni fa la dirigenza ha operato secondo una giusta logica. Nel 2012 vennero investite tante risorse scegliendo un po’ a caso. Al contrario, stavolta è stata conservata l'ossatura del torneo scorso che garantisce una buonissima organizzazione di gioco. Certo, la difesa aveva bisogno di interventi più energici e in attacco bisognava trovare un sostituto di Lapadula. Ma dove lo trovi uno come lui? Diciamo che l’organico si porta dietro alcune vecchie criticità. La squadra gioca un calcio offensivo, ma il gol lo prende sempre, una lacuna che c’era già in serie B».
L’emorragia può essere arrestata?
«Forse con qualche correttivo si potrebbero ridurre un po’ gli spazi per gli avversari, ma la coperta è corta. Se assumi un atteggiamento propositivo finisci spesso per concedere qualcosa».
Anche Oddo ha subìto critiche. A proposito, fa bene il tecnico a non toccare il sistema di gioco?
«Lui saprà cosa fare, di sicuro cambiare allenatore non porterà benefici. Massimo è molto preparato e certamente non si farà condizionare dagli umori. Non mi aspetto un cambio di mentalità, ad esempio pensare a difendersi e colpire in contropiede. E non credo che una scelta del genere possa portare risultati concreti. Sarà fondamentale conservare il coraggio che la squadra ha sempre mostrato, al di là di qualche piccola variazione tattica. Poi magari a gennaio bisognerà aggiungere un po’ di fisicità al reparto difensivo».
Quante possibilità ha il Pescara di restare in serie A?
«Ripeto, se la potrà giocare. Ora si respira tanta delusione per lo stop con l’Empoli, ma una gara non decide un campionato. Ovviamente, la corsa salvezza non sarà una passeggiata, ma questo si sapeva. Il Pescara lotterà con Empoli, Crotone e Palermo. Non vedo altre che possano essere risucchiate. E per raggiungere il traguardo tutti dovranno rimanere uniti».
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