Vuoi intervistare un giocatore? Il Benevento chiede soldi

21 Novembre 2016

PESCARA. La nuova frontiera dei rapporti tra il mondo del calcio e i mass media, in particolare la carta stampata, si chiama Benevento. Che è salito agli onori della cronaca non solo per il terzo...

PESCARA. La nuova frontiera dei rapporti tra il mondo del calcio e i mass media, in particolare la carta stampata, si chiama Benevento. Che è salito agli onori della cronaca non solo per il terzo posto in classifica, in serie B, o per i giocatori Cragno e Ciciretti che andranno allo stage della Nazionale di Ventura quanto per una singolare richiesta: pagamento in cambio delle interviste dei propri tesserati. La vicenda è stata denunciata dall’Ussi (Unione stampa sportiva italiana), dai gruppo lombardo e campano, e vede protagonista il Giornale di Brescia che, la settimana scorsa, ha chiesto di poter intervistare tre giocatori del Benevento, prima della sfida vinta dai sanniti, sabato, contro le Rondinelle. Ebbene, la società del presidente Oreste Vigorito, detentore dei diritti di immagine dei tesserati, ha risposto sostenendo che era possibile fare le interviste, ma solo in cambio di soldi. Ovvero pagando. E ha fornito anche un tariffario: 150 euro per parlare con un giocatore. Nel caso del Giornale di Brescia che ne aveva chiesti tre, è scattato lo sconto, perché il preventivo era di 350 euro più Iva. Tutto sotto la luce del sole: pagamento dietro emissione di fattura. Il quotidiano bresciano ha risposto no. Non ha accettato. E la vicenda è venuta a galla, grazie alla denuncia dell’Ussi: «La richiesta di denaro per una intervista legata – seppur in sede di presentazione – ad un fatto di cronaca, quale è un incontro di calcio, contrasta con ogni logica. Una intervista può essere rifiutata e in tal caso si può parlare di atteggiamento di cattivo gusto, ma una intervista non può diventare oggetto di mercificazione ed essere venduta come ai grandi magazzini. L’Ussi e le componenti ad essa collegate, nello stigmatizzare il comportamento del Benevento Calcio, segnalano l’accaduto alla Figc per le opportune valutazioni, attraverso i suoi organi competenti, e per fare in modo che episodi del genere non abbiano più a ripetersi». (r.c.)

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