Zampano: gesto istintivo non era volontario

28 Settembre 2016

Squalificato con la prova tv dopo il fallo di mano sfuggito all’arbitro

PESCARA. La gara di domenica contro il Genoa ha lasciato tanti strascichi. La sensazione è che dei fatti di Marassi si continuerà a parlare ancora per molto. Ieri il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea ha inflitto due giornate di squalifica a Francesco Zampano, autore del fallo di mano che ha mandato su tutte le furie il patron rossoblù Enrico Preziosi, poi irrefrenabile in sala stampa. Il motivo? Secondo Mastrandrea il terzino biancazzurro ha «impedito la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano sinistra».

In pratica il giudice, ricevuta la segnalazione dal procuratore federale ed esaminate le immagini televisive, ha rilevato una «condotta gravemente antisportiva» del giocatore, comportamento non percepito dall’arbitro. Perciò ha deciso di squalificare Zampano per due turni (pena minima per questo tipo di infrazione).

Due giornate di stop anche per Goran Pandev, espulso al 34° del secondo tempo. Al macedone, che aveva rivolto un’espressione ingiuriosa nei confronti dell’arbitro e irriguardosa verso gli ufficiali di gara, è stata disposta anche un’ammenda di 10.000 euro. Sanzionato anche il Genoa (5.000 euro) per responsabilità diretta in seguito alle dichiarazioni lesive rese da Preziosi nel post-partita, quando ha dato del “matto” all’arbitro Irrati. Questo non significa che nei prossimi giorni non possa scattare il deferimento per il presidente genoano.

Intanto, ieri il Pescara ha presentato ricorso d’urgenza contro la squalifica di Zampano. L’obiettivo è dimostrare che non c’è stata alcuna condotta antisportiva del difensore. La nota del giudice è apparsa sul sito della Lega serie A alle 16, circa tre ore dopo le dichiarazioni di Zampano che aveva parlato dell’episodio incriminato. «Dalle immagini si vede chiaramente che è stata un’azione molto veloce. Ho preso il pallone con la coscia e poi mi è finito sul braccio che era attaccato al corpo. Si è trattato di un gesto istintivo e involontario, non mi ero nemmeno accorto di aver toccato la palla con la mano. Inoltre, nessuno si è lamentato in campo, tutti hanno visto».

L’episodio incriminato ha messo in secondo piano il meraviglioso assist che il laterale destro ha servito a Rey Manaj. «Purtroppo nessuno ne ha parlato. Mi dispiace perché mi era riuscita una bella giocata». Poi la risposta ironica al presidente del Genoa Enrico Preziosi: «Noi protetti dai poteri forti? Magari...». Per il terzino genovese, cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, la domenica trascorsa nella sua città è stata davvero intensa. Nel pre e nel post gara, decine di messaggi sul telefonino da parte degli amici d’infanzia di fede rossoblù, che lo hanno prima provocato, poi offeso e, infine, preso in giro per i due turni di stop. «Quando torno a Genova li picchio tutti», dice ridendo, «comunque, ero emozionato, giocare a Marassi è sempre bellssimo. Allo stadio, oltre agli amici, c’era la mia famiglia al gran completo». Domenica Oddo lo ha schierato qualche metro più avanti. «Mi trovo meglio nel mio classico ruolo. Oddo però ha fatto bene a piazzarmi in quella posizione, dovevo coprire Laxalt che è un ottimo calciatore».

Contro il Torino, in tribuna c’erano osservatori della Nazionale di Giampiero Ventura. Chissà se hanno preso appunti sul “pendolino” biancazzurro. «Non so nulla. Sono concentrato solo sul Pescara e sulla salvezza. Sabato ci aspetta un’altra battaglia contro il Chievo». Sì, ma lui non ci sarà a causa della squalifica, così come in quella del 15 ottobre contro la Sampdoria, la squadra del suo cuore.

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