Zaniolo, notte di paura: inseguito e minacciato

In 15 si presentano sotto casa del calciatore della Roma. Lui scappa dalla Capitale e torna a La Spezia
ROMA . Un inseguimento nella notte fin sotto casa, gli insulti, le minacce di morte, la denuncia alla Digos. E poi l'addio alla Capitale, per «ritrovare serenità» a casa del padre, a La Spezia. Tra Nicolò Zaniolo e Roma, non solo il club, non poteva finire in modo peggiore. Le ultime 24 ore, infatti, sono state solamente il culmine di una bolla che si è gonfiata sempre di più fino a esplodere. Prima la richiesta del giocatore di non partecipare alla trasferta in casa Spezia e di essere ceduto, poi il suo «no» alla cessione al Bournemouth e la replica indispettita della Roma per l'atteggiamento del calciatore, mentre da parte del tifo giallorosso - schierato con Mourinho e il club - arrivava l'accusa all'attaccante di un presunto «alto tradimento». Una presa di posizione a cui hanno fatto seguito striscioni contro il calciatore, insulti a lui e alla famiglia e nella notte di ieri anche minacce di morte con tanto di inseguimento. La Roma ha fornito tutto il suo supporto, ma la linea non è cambiata: ieri sera i Friedkin hanno fatto sapere che «Zaniolo è fuori dal progetto tecnico». Domenica notte, mentre i suoi compagni facevano ritorno a Roma dopo la trasferta di Napoli, Zaniolo - escluso dalla trasferta per la sua volontà di non giocare più in giallorosso - è stato vittima di un brutto incidente con alcuni tifosi che prima lo hanno seguito in auto mentre rientrava a casa in zona Casal Palocco e poi lo hanno minacciato, costringendolo a barricarsi nella sua abitazione per chiedere l'intervento della polizia. Una notte di paura che ha prodotto la successiva «fuga», almeno momentanea, dalla Capitale. Restano poche ore per una cessione sempre più difficile, e se non sarà oggi (Siviglia alla finestra) se ne parlerà a giugno. Il prossimo passo è la messa fuori rosa. Ma intanto, per il giocatore lo spavento nella notte è stato tanto perché, dopo una prima ricostruzione, sarebbero state una quindicina le persone presentatesi sotto casa di Zaniolo dopo la mezzanotte, con una chiamata, quella al 113, partita direttamente dal team manager giallorosso. Il club, ha condannato ogni forma di violenza e soprattutto ha cercato di dare tutto il suo supporto al calciatore, contattandolo nella notte per assicurarsi delle sue condizioni.

