Zauli: «La colpa è mia Bisogna lottare di più»

«L’ingresso di Basso ci ha messo in crisi, non siamo stati in grado di arginarlo ma il punto è che ci manca la fame. Se resto, non guarderò in faccia a nessuno»
TERAMO. E' buio pesto in casa Teramo. Il terzo ko in quattro giornate, che costa l’ultimo posto (in coabitazione con il Forlì) mette a serio rischio la panchina di Lamberto Zauli. A nulla sono serviti i cambiamenti tattici studiati alla vigilia e messi in pratica contro il Modena. Il tecnico biancorosso non si sottrae alle critiche e subito dopo la gara si presenta in sala stampa con l'aria di chi sa di essere in discussione.
«La responsabilità di questa sconfitta è del sottoscritto», dice Zauli, «ed è inutile parlare di singoli o di moduli, che ho anche provato a cambiare un paio di volte partendo con il 3-4-3. Sarebbe stato importantissimo vincere, inutile negarlo. Le critiche me le prendo tutte perché è giusto così e non è una frase retorica. I risultati, al momento, sono negativi e i nostri errori sono tanti. Faccio mea culpa. L'ingresso di Basso, che è un signor giocatore, ci ha mandato in grossa difficoltà e non siamo stati in grado di arginarlo. Gli episodi, tra l'altro, non ci sono favorevoli. C'è molto da recriminare, per esempio, sul rigore dato al Modena o sulle occasioni avute per raddoppiare, ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano e fanno parte del gioco. Se avrò un'altra possibilità, lotterò con tutto quello che ho dentro per ribaltare questa situazione. La rosa è stata costruita in condivisione con la società. Ognuno ha la sua fetta di torta. Io sono il responsabile dell'atteggiamento della squadra e di come gioca».
A proposito del suo immediato futuro, Zauli cerca di rimanere aggrappato alla panchina: «Sono più determinato adesso rispetto a prima. Per me non è cambiato niente. Sono però il primo a sapere che quando si fa questo mestiere i risultati determinano il prosieguo di un lavoro. Se ci sarò ancora io alla guida del Teramo, e lo ripeto, farò l'impossibile per cambiare l'andamento d'inizio stagione senza guardare in faccia nessuno. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, nel quale serve tirare fuori il massimo da tutti. Se manca la fame e ci approcciamo così, non posso fare altro che metterci la faccia io. La sostituzione di Bulevardi? Me l'ha chiesta lui, all'intervallo. Stava poco bene. Probabilmente aveva la febbre».
In casa Modena il clima è diverso. Contro il Teramo è arrivata, per gli emiliani, la prima vittoria in campionato e l'attacco è riuscito a sbloccarsi dopo tre giornate di digiuno. Il tecnico Simone Pavan analizza così il blitz del Bonolis: «Quando abbiamo colpito la traversa e il palo nella stessa azione (con salvataggio sulla linea di Speranza, ndc) ho pensato che ce l'avremmo fatta e che l'inerzia dell'incontro era dalla nostra parte. I ragazzi sono stati bravi a crederci e a reagire dopo il gol preso. Nella ripresa ho visto la determinazione che forse era un po' mancata in precedenza. Spero che questa vittoria possa darci la spinta per il prosieguo del campionato. L'ingresso di Basso? Era una sostituzione preparata alla vigilia», spiega Pavan, «e quando c'è stata la necessità di recuperare lo svantaggio l'ho inserito senza pensarci due volte. Stavolta questa mossa ha dato i frutti sperati mentre altre volte, nonostante i cambi, ci era andata male».
Una curiosità: la sfida tra Teramo e Modena mancava da 42 anni. Anche in quella occasione (ottobre 1974, l’anno del ritorno del Teramo in C e della cavalcata biancorossa fino al terzo posto finale) la formazione emiliana espugnò il vecchio Comunale con il punteggio di 2-1.
Gaetano Lombardino
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