Zauri cambia: «Pescara, ora fammi vedere chi sei»

6 Ottobre 2019

L’allenatore passa al 3-5-1-1: «Non conta il modulo, ma l’atteggiamento»

PESCARA. Rivoluzione Pescara. Luciano Zauri stravolge il Delfino per il derby di stasera (ore 21) contro l’Ascoli. Da parte il 4-3-3 e spazio all’inedito 3-5-1-1. L’allenatore biancazzurro, dopo sei partite, sette punti conquistati e due sconfitte consecutive, ha deciso di ribaltare il suo Delfino, dimostrando di non essere ostaggio di quel sistema di gioco a tre punte che finora non ha mai convinto.
Tridente addio. «Il sistema di gioco con la difesa a 3 è sempre stato in testa, ma non conta il modulo conta l’interpretazione dei giocatori». Zauri spiega così il suo cambio di rotta, con la speranza che possa sortire degli effetti, vista la pessima prestazione di Fiorillo e soci contro il Crotone. «Contro i calabresi abbiamo dimostrato di avere delle lacune. Allo stesso tempo però sono certo che la mia squadra non è quella vista nell’ultima partita. Abbiamo delle idee e vedremo come andrà. Io non sono legato ai moduli quindi se la mia squadra andrà bene continuerò così. Sono convinto che questa squadra abbia i mezzi per giocare e proporre calcio, il 4-3-3 era il riferimento del ritiro per sviluppare un certo tipo di gioco. Nel mercato non abbiamo trovato una pedina di categoria che ci potesse dare qualcosa in più, non è arrivato e cambiamo per potercela giocare con un avversario forte come l’Ascoli». Idee chiare, dunque: «Secondo me abbiamo tutto per poter anche vincere. Non ci nascondiamo, c'è la convinzione di poter fare bene al Del Duca».
Dubbi in attacco. Le scelte sono praticamente fatte, con un solo dubbio legato al centravanti. «Brunori e Maniero possono giocare anche insieme, ma non ho ancora deciso». Zauri, a meno di ripensamenti, dovrebbe lanciare Galano a ridosso di Brunori, calcolando anche che durante la rifinitura di ieri Maniero ha accusato un piccolo problemino muscolare in avvio di seduta. A centrocampo Memushaj per la prima volta, calcolando le assenze di Palmiero e Kastanos, agirà da playmaker. «Memushaj è un giocatore universale. Può tranquillamente giocare da play». Machin e Busellato saranno le mezze ali, invece come esterni alti dovrebbero essere schierati Ciofani (in vantaggio su Zappa) a destra e Masciangelo, a sinistra. La scelta sui tre difensori invece è ricaduta su Bettella, Campagnaro e Scognamiglio.
Usare la testa. A prescindere da uomini e moduli, Zauri chiede una cosa al suo Pescara. «L'aspetto mentale è fondamentale, ma non è un interruttore che si schiaccia e le cose cambiano», dice parlando dell’approccio alla gara, prima di analizzare l’avversario. «I bianconeri sono partiti bene», dice il 41enne tecnico marsicano. «L’Ascoli ha giocatori molto interessanti. In casa sanno farsi rispettare». E sul possibile approdo di Scamacca al Pescara in estate, Zauri è molto chiaro. «È molto bravo, ma non era proprio il profilo che cercavamo. Ma adesso parlare di mercato non serve a nulla. Ad Ascoli vogliamo fare una grande partita. L'atteggiamento sarà propositivo».
Il futuro. Zauri sa bene che il suo futuro, come per tutti gli allenatori, dipende dai risultati. Il presidente Sebastiani lo ha blindato. «Se faccio bene resto. Se faccio male vado via. Il calcio è questo, non vivo sotto una campana di vetro e sarei falso se dicessi il contrario. Con il presidente parlo sempre e quello che ha detto dopo la partita col Crotone («Zauri non rischia, ma deve trovare una soluzione») lo ha detto anche a me». Il verdetto passa dal campo e l’ultimo derby al Del Duca il Pescara lo ha vinto 31 anni fa. Era il 6 novembre 1988 e fu decisivo un gol di Berlinghieri.
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