Zauri in pole position per la panchina Rosa da ringiovanire

27 Maggio 2019

Il tecnico marsicano della Primavera potrebbe essere  promosso e raccogliere l’eredità di Pillon. Alternativa Juric

PESCARA. L’addio struggente di Bepi Pillon che nel dopo partita ha salutato i tifosi, la squadra e la società (in primis Giorgio Repetto) è solo la conferma di ciò che in realtà era nell’aria da qualche mese. Il 63enne tecnico di Preganziol non guiderà i biancazzurri nella prossima stagione. Solo la promozione in serie A gli avrebbe regalato la chance di restare sulla panchina del Delfino, grazie all’opzione di rinnovo presente nel contratto firmato al termine della passata stagione. In verità i dirigenti da tempo stanno pensando al nuovo allenatore e, dopo l’exploit al timone della Primavera, Luciano Zauri è uno dei più seri candidati per prendere il posto di Pillon. L’ex terzino di Pescara, Lazio, Samp e Atalanta ha conquistato la promozione nel campionato di Primavera 1 guadagnandosi la stima del club. Al debutto da primo allenatore, l’ex collaboratore di Massimo Oddo potrebbe avere l’occasione che in passato il presidente Daniele Sebastiani ha concesso ai vari Eusebio Di Francesco, Christian Bucchi e appunto Massimo Oddo. Di sicuro chi raccoglierà il testimone di Pillon dovrà mettere in pratica un calcio più offensivo rispetto al tecnico che quest’anno ha portato Brugman e compagni in semifinale play off. Tra i papabili c’è anche Ivan Juric, 43enne croato, protagonista della promozione in serie A del Crotone nel 2016. Juric ha il contratto in scadenza con il Genoa e dopo le ultime negative esperienze sulla panchina dei liguri, se arrivasse una chiamata del Pescara, potrebbe decidere di rimettersi in discussione tra i cadetti. Più defilato Roberto Stellone, ex allenatore di Palermo e Frosinone, che l’anno scorso si è stabilito a Pescara insieme alla famiglia ed è un grande amico del presidente Sebastiani.
Per quanto riguarda il parco giocatori, anche in questo caso saranno tanti i cambiamenti all’orizzonte con l’obiettivo di ringiovanire la rosa.
Di Carmine bestia nera. Il match di ieri è stato deciso da Samuel Di Carmine, vero e proprio incubo dei biancazzurri. Nel corso della sua carriera, il 30enne centravanti del Verona, ha incrociato dieci volte il Pescara segnando ben sette reti. «È vero, i biancazzurri mi portano bene e sono contento per questo gol che ci ha aperto le porte della finalissima», ah detto. «Devo ringraziare Pazzini per la grande giocata in occasione del calcio di rigore e soprattutto per avermi dato la possibilità di calciarlo visto che il rigorista è lui. Comunque sia, avevano giocato bene anche all’andata quando Fiorillo è stato decisivo con numerose parate. In passato sono stato vicino al Pescara, è vero, ma le varie trattative non sono mai andate in porto». A questo punto il Verona diventa favorito per la promozione in serie A. «Il vantaggio della migliore posizione in classifica è importante, ma il Cittadella è una squadra molto temibile. Ci attendono altre due battaglie e speriamo di conquistare la serie A». (t.g.)
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