Zauri: la vittoria dà morale nessun caso Memushaj

Il tecnico si gode i 3 punti ma c’è lo screzio col capitano: cose che succedono
LIVORNO. Dopo cinque gare senza vittoria, il Pescara ritorna ad assaggiare il gusto dolce dei tre punti sul campo dell’ultima in classifica. Non farlo neppure a Livorno probabilmente avrebbe complicato le cose alla formazione biancazzurra e anche messo a serio rischio la panchina del tecnico Luciano Zauri. Quello dell’esonero era l’ultimo dei problemi per l’allenatore del Pescara, come ha ribadito dopo la sfida in casa del Livorno: «Io non mi sentivo a rischio prima e non sono tranquillo adesso. La panchina è lì, che si vinca o si perda: io sono una persona molto serena. Ho sempre vissuto il mio lavoro tranquillamente, con passione, il presidente Sebastiani è una persona schietta e pulita e ha sempre ribadito la fiducia in me. Di questo lo ringrazio, più di lui non so chi possa essere deputato a dirlo. Siamo contenti per aver regalato una vittoria ai tifosi in questo periodo natalizio». E soprattutto per essersi regalato tre punti che permettono al Pescara di respirare in classifica: «La squadra ci teneva molto a vincere, il periodo non era positivo in termini di risultati, nelle ultime partite abbiamo raccolto meno rispetto a quello che meritavamo», ha affermato Luciano Zauri a fine partita, «e così la classifica si era fatta antipatica. La vittoria aiuta a vincere e dà morale».
Effettivamente il Pescara è stato agevolato anche dalla pochezza del Livorno che si è sciolto alla prima difficoltà, vedi gol di Galano. Da quel momento in poi, la sfida è stata condotta in maniera impeccabile dal Pescara: «Loro hanno mantenuto il sistema di gioco che pensavamo, abbiamo visto in settimana cosa avrebbero potuto fare e abbiamo interpretato il match al meglio. L’abbiamo sbloccato con un gran gol di Galano, e da quel momento la partita è cambiata. L’idea era quella di rispettare una squadra che voleva giocare, avevamo le armi per far male in ripartenza e l’episodio ha cambiato il volto. Abbiamo trovato un avversario in difficoltà, ovvio che poi abbiamo avuto la strada spianata».
Zauri non si sottrae nei giudizi ai singoli. Coccola Kastrati, spesso criticato per qualche suo errore, spiega il perché del cambio di Busellato e, soprattutto, fa i complimenti a Del Grosso e Maniero: esperienza al servizio del Pescara. «Busellato pensavo di toglierlo già a fine primo tempo a causa dell’ammonizione, nel secondo tempo l’ho tolto perché ha rischiato di essere espulso e ho messo Kastanos che pure mi dà certezze. Su Del Grosso e Maniero si sono sempre allenati bene, nelle scelte ora ci sono loro, con merito si sono inseriti, complimenti a loro che hanno fatto benissimo». Fa discutere lo screzio con il capitano Ledian Memushaj al momento della sua sostituzione (il tecnico lo ha richiamato chiedendo di aver rispetto per i compagni), ma per Zauri è già tutto chiarito: «Sono cose che succedono, nessuno vuole uscire, tutti vogliono dare un contributo alla causa, ho fatto una scelta. Per me è finita lì», taglia corto l’allenatore del Pescara. Sempre complicato, invece, il momento del Livorno che nemmeno con Paolo Tramezzani ha cambiato la storia del suo campionato. Con l’ex difensore dell’Inter in panchina sono arrivate tre sconfitte che hanno reso i labronici sempre più ultimi. Il nuovo tecnico è l’ultimo arrivato, ha forse meno colpe di tutti, ma non ha inciso ancora: «Mi sento responsabile, perchè la squadra ce l’ho in mano da più di due settimane e mi rendo conto che non ho portato la mentalità, il mio gioco, il carattere e la determinazione: mi sento il primo responsabile. Facciamo fatica a leggere il pericolo, le paure e le ansie prima le togliamo e meglio è, non aiutano a giocare come dovremmo. Bisogna lavorare in particolare sulla testa e non dobbiamo rassegnarci. Dobbiamo dare tutti di più, nel calcio bisogna lasciare da parte le scuse e le ansie, nonostante le difficoltà che conosciamo tutti, anche gli avversari. La sensazione è che lasciamo spazi troppo facilmente, non dobbiamo accettare una situazione simile». (s.m.)

