Zaytsev, l’asso che tira la palla a 130 km orari

21 Settembre 2018

Lo Zar è il trascinatore dell’Italvolley: stasera (ore 21,15) torna in campo contro la Finlandia

Aggrappati allo Zar. Stasera (ore 21,15, diretta tv su Rai 2, contro la Finlandia) inizia la seconda fase dei Mondiali di pallavolo maschile e l’Italia riparte dal pieno di vittorie nel girone iniziale. Cinque su cinque. Una Nazionale capace di catturare il cuore dei tifosi. Pienone in ogni partita, a Roma e a Firenze, e oltre un paio di milioni di telespettatori davanti alla tv per vedere una squadra che fa sognare. E che ha in Ivan Zaytsev il suo fromboliere. Prima fase da protagonista, come il palleggiatore Giannelli e lo schiacciatore Juantorena.
Ma il (quasi) 30enne opposto figlio d’arte è ormai un personaggio mediatico, oltre che un fuoriclasse in campo. Un’attenzione che si è guadagnato a suon di schiacciate. Batte forte in salto e tira a 130 km orari. È nel pieno della maturità. Prima di battere, soffia sulla mano destra, il suo valore aggiunto. Poi, colpisce forte. E’ lo spauracchio dei ricevitori e in questi Mondiali sta mantenendo fede alle attese della vigilia. Il cognome è russo, ma lui è italiano. E’ figlio di Vjaceslav, il palleggiatore della nazionale russa campione del mondo del 1978. Una famiglia di sportivi visto che la mamma è l’ex nuotatrice Irina Pozdnjakova. Ivan nasce a Spoleto, dove giocava papà. Poi, gira un po’ l’Europa insieme ai genitori per stabilirsi a dieci anni in Italia. Inizia a giocare a pallavolo, la disciplina sportiva che ha fatto grande il padre. Comincia da palleggiatore. Dopo avere ottenuto la cittadinanza italiana, nel 2008 Ivan Zaytsev viene convocato nella Nazionale per la prima volta, conquistando il titolo ai Giochi del Mediterraneo. Nella stagione 2008/09 abbandona il ruolo di palleggiatore per cimentarsi in quello di schiacciatore. Gira l’Italia, l’Europa e il mondo. In Nazionale conquista la medaglia d'argento agli Europei del 2011, l'anno successivo prende parte alla sua prima Olimpiade: ai Giochi di Londra 2012 l'Italia sale sul terzo gradino del podio. Zaytsev non è un tipo banale. Nella stagione 2012/13 lascia Roma per Macerata. Cambia di nuovo ruolo e da schiacciatore si trasforma in opposto. Nel 2015, a luglio, il ct dell’Italia Mauro Berruto lo rispedisce a casa dal Brasile: lui e altri tre compagni di nazionale accusati di una notte brava.
C’è una Nazionale con Zaytsev e una senza Zaytsev e, ovviamente, non sono la stessa cosa. Le strade di Berruto e dell’Italia si dividono. Sulla panchina azzurra viene promosso il vice Blengini e nasce il feeling con lo Zar. Che, durante le Olimpiadi di Rio 2016, ottiene la consacrazione. Indimenticabile la semifinale contro gli Usa durante la quale infila tre aces memorabili in battuta, trascinando l’Italia in finale.
Non sono tutte rose e fiori, perché, poi, viene escluso dagli Europei del 2017. Lui, Zaytsev, ha uno sponsor personale per la fornitura delle scarpe che non è lo stesso dell’Italvolley che, incredibilmente, lo lascia a casa. E la Nazionale è un flop. Le strade si ricongiungono in nome e per conto dei Mondiali organizzati in casa. Zaytsev è l’icona e gli vengono attribuiti i gradi di capitano.
Mauro Berruto, l’ex ct con cui ha litigato e che nel frattempo si è dato al tiro con l’arco, lo punzecchia: «Io non lo avrei mai nominato». Parole che sono carburante per l’ego dello Zar che è il trascinatore della squadra di Blengini. È la figura più riconoscibile per i tifosi e per chi si avvicina al volley. Non tradisce. E domina la classifica della prima fase con un perentorio 62,75% in fase offensiva, percentuali sbalorditive dello Zar (pesa l’88% contro il Belgio) che ha un buon margine nei confronti dell’australiano Williams (59,62%) e del russo Kliuka (57,97%). Non bastasse è leader anche della speciale graduatoria dedicata al miglior servizio con 12 aces (0,71 per set), lo stesso numero realizzato dallo statunitense Taylor Sander e dallo sloveno Mitja Gasparini che però hanno giocato più set.
Verrebbe da dire che l’Italia è in buone mani, quelle che da stasera infiammeranno il Forum di Assago con l’obiettivo di portare i colori azzurri alla final six di Torino. Perché l’obiettivo è ambizioso. Con lo Zar niente è impossibile.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA