Zeman boccia l’Inter di Mazzarri

29 Settembre 2014

Al Meazza il Cagliari segna 4 gol ai nerazzurri in 45’. In evidenza l’ex capitano del Pescara Balzano

MILANO. Sembrava l'anno giusto, quello delle soddisfazioni e del riscatto. Invece l'Inter si ritrova a vivere il peggiore degli incubi: a San Siro accade l'impensabile, il Cagliari di Zeman, ultimo in classifica, umilia l'Inter a suon di gol. Finisce 4-1 con rete di Sau e tripletta di Ekdal. Per l'Inter segna Osvaldo. Fischi e cori contro Mazzarri da parte del pubblico di San Siro che lascia gli spalti deluso e amareggiato.

Il copione dell'Inter sembra lo stesso dell'anno scorso, una squadra con poca personalità, senza gioco, disordinata e disposta in campo nel modo peggiore. Mazzarri ha pesanti responsabilità, non è riuscito a correggere la rotta e a salvare la squadra da una sicura deriva, Nagatomo scioccante. Il giapponese indossa la fascia di capitano e in tre minuti si fa espellere, condannando i propri compagni a una sconfitta quasi certa.

Zeman firma il suo trionfo, capisce i limiti degli avversari, perfora centralmente e non solo la scompaginata difesa nerazzurra, Ibarbo fa il mattatore, giganteggia, inventa. Ecco lo stile Zeman. Il Cagliari è sceso in campo senza paura. Prima vittoria stagionale e lezione di calcio del boemo che ha costruito uno squadra completa e capace di arginare l'attacco nerazzurro. «Oggi non mi posso lamentare», esordisce il tecnico, «ero sempre convinto che questa squadra potesse giocare a calcio, all'inizio non ci siamo riusciti e ci davano per retrocessi dopo tre partite. Io spero che riusciremo sempre a migliorare. Quella di oggi è stata una gara perfetta».

Non è da tutti imporsi al Meazza con così ampio margine. Ma a sentire il tecnico, il Cagliari aveva solo bisogno di assimilare le novità. Per questo nelle prime quattro partite ha faticato più del dovuto: «Eravamo troppo preoccupati a difendere piuttosto che attaccare. Contro le difese chiuse non siamo riusciti ad incidere, oggi con l'Inter, invece, è andata bene. Loro hanno ambizioni da scudetto, ma il risultato e il gioco della squadra mi soddisfa molto».

Ibarbo è sbocciato sotto la gestione di Zeman: «Voglio che stia davanti», l'analisi tecnica del boemo, «ai Mondiali faceva il mezzo regista, io voglio che stia in attacco perché ha i numeri. L'obiettivo è conferire gioco alla squadra, poi non basta un mese per convincere i giocatori, ma siamo sulla strada giusta».

Tanta qualità in attacco, come in difesa. L’ex capitano del Pescara Balzano e Capitelli hanno neutralizzato sia Palacio che Osvaldo. Alla faccia di chi afferma che le squadre di Zeman segnano tanto, ma subiscono anche di più.

E pensare che l'allenatore dei sardi, in passato, è stato spesso vicino alla panchina nerazzurra. Questa eventualità il tecnico preferisce non commentarla, ora meno che mai visto che nella sua mente c'è solo il Cagliari. E probabilmente sulla panchina dei sardi si toglierà più di una soddisfazione. Perché l'allenatore dà il meglio di sè nelle realtà di provincia, e fatica troppo sui grandi palcoscenici. ancora fresco il ricordo di quanto fatto a Foggia e Pescara, come anche i deludenti otto mesi alla guida della Roma. Nel bene e nel male, però, Zeman resta un protagonista, un uomo controcorrente che insegue e pratica un calcio divertente e ispirato.