Zeman guarda avanti: «Cambieremo tanto»

Il tecnico tra l’analisi degli ultimi mesi e le prospettive della prossima stagione: «Non voglio chiudere all’ultimo posto, ci è mancato un bomber lì davanti»
PESCARA. Game over. La retrocessione annunciata già prima della fine del 2016, è arrivata in una notte di Primavera. La Roma ha passeggiato sulle macerie di un Pescara “clinicamente morto” e ha solo staccato la spina. E’ la seconda retrocessione in carriera per Zdenek Zeman, la prima in serie A, dopo quella dell’Avellino, in B, nel campionato 2003-2004. All’epoca c’era anche Peppino Pavone nel club irpino, nelle vesti di direttore sportivo. «Aspettate, non andate via», Zdenek Zeman passa in sala stampa, ma viene catapultato di nuovo davanti ai microfoni. Poi torna, si siede e commenta la retrocessione del Delfino. «Ora il nostro obiettivo è superare una squadra in classifica, non vogliamo chiudere all’ultimo posto». Record su record negativi. Da quando la serie A è a 20 squadre, infatti, i biancazzurri hanno eguagliato il record negativo del Treviso, retrocesso a 5 giornate dalla fine come il Delfino ma con due punti in più in classifica (16). Quel Treviso salutò la serie A dopo una sconfitta per 3-1 col Messina, nel campionato 2005-2006, alla 33ª giornata.
«Il campionato di serie B sarà diverso, dovremo lavorare molto e vedere quello che di buono c’è in questa squadra. Da quando sono arrivato di positivo c’è stato solo l’esordio, poi abbiamo sbagliato le due gare successive. A quel punto il distacco è diventato troppo grande e non c’era più niente da fare. Però, anche contro una squadra forte come la Roma abbiamo giocato, poi non dovevamo prendere tre gol in contropiede contro un tridente veloce. Come si ripartirà? Chiudiamo il campionato e, poi, si vedrà. Cambieremo molto. Abbiamo visto qualche giocatore che ci può interessare per il prossimo anno, speriamo che si possa chiudere». Ora bisogna ricostruire e ripartire, magari seguendo alla lettera le indicazioni del boemo. «A questa squadra manca quello che può fare gol, un bomber. L’anno scorso c’era Lapadula, quest’anno non abbiamo avuto Gilardino integro. Lui ci poteva dare una mano. Per me Gila è un giocatore importante. Lui in B? Se sta bene e vuole rimanere in serie B, se ne parlerà». Zeman ha centrato una sola vittoria in campionato, due in totale quelle del Pescara. «Si vede che questa squadra fa difficoltà a vincere. Il cambiamento in panchina non ha portato molti frutti, ho cercato di dare un’altra mentalità, ma non abbiamo raccolto molto. Da dove bisogna ripartire? Noi dobbiamo pensare a queste ultime cinque partite perché non vogliamo arrivare ultimi. Poi vedremo».
Zeman pensa al futuro, Spalletti al derby e al caso Dzeko. «Questa è una delle vittorie più importanti del campionato», dice prima di parlare del suo attaccante. «Dzeko arrabbiato al momento del cambio? Non me ne ero accorto…. Nello spogliatoio ci siamo abbracciati e salutati. Dalle immagini ho visto che era un po’ arrabbiato, meno male che non ha preso la direzione della panchina, è grosso...». E a quelli che etichettano “scelta scorretta” la sostituzione, Spalletti risponde stizzito: «Per voi è stata una scelta scorretta, per me invece se dite così siete limitati: l’ho tolto perché è l’unico centravanti che ho e io le prossime sfide non voglio giocarle senza di lui. Io non posso affrontare le prossime sfide senza Dzeko che è il mio unico centravanti. Davanti ne ho pochi e devo gestire le varie forze. Il mio futuro? Arrivare secondi sarebbe un risultato eccezionale, poi nelle prossime sfide dovremo portare a casa i risultati. Non ci sono partite scontate, contro le squadre in fondo alla classifica hai tutto da perdere e rischi di prendere delle bastonate. Aver portato a casa i tre punti contro il Pescara è stato fondamentale. A fine partita ho fatto i complimenti a Zeman».
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