Zeman: «Troppa confusione bisogna cambiare marcia»

La delusione del boemo: «Se continuiamo così, la situazione diventa allarmante» Pagliari gode: «Non abbiamo rubato nulla». L’ex Melchiorri: Adriatico da brividi
PESCARA . Zeman prova a spiegare l'ennesima gara all'Adriatico senza vittorie (quella esterna con il Pineto), poi il pari contro la Vis Pesaro e due ko di fila con Torres e Recanatese. «Non abbiamo fatto bene, non c'è stato gioco di squadra. Ho bisogno di difensori che difendono, centrocampisti che costruiscono e attaccanti che chiudono. Se gli attaccanti vanno sulla linea di fondo, c'è qualcosa di sbagliato. Servono dentro l'area di rigore per chiudere l'azione e fare gol».
Diverse le cose che non sono piaciute al boemo nella notte del secondo ko di fila casalingo: «La nostra passività, soprattutto: pensiamo che possiamo fare qualsiasi cosa sul campo e invece non si può. Nel primo tempo il centrocampo si è mosso male, solo Squizzato ha giocato, anche se lui non ha velocità di pensiero e di giocata. Eravamo spesso in ritardo e non si difendeva di squadra. Quando ti attaccano in cinque contro tre o quattro, paghi un caro prezzo. Va detto che il secondo e il terzo gol ce lo siamo fatti noi, ma grazie all'attività e all'atteggiamento dell'avversario».
Si può guarire con il lavoro? «Spero che si guarisca da questo momento, la squadra è giovane e inesperta, lo sapevamo fin dall'inizio. Ma è un gruppo di qualità. Nell'ultimo mese siamo stati in campo ogni giorno per 30 giorni, non abbiamo mai saltato un giorno con un riposo, e forse i miei pagano anche questo, sia mentalmente che fisicamente. Abbiamo perso il filo del nostro gioco. C’è tanta confusione, ci pesa in testa giocare tanto. È allarmante se continuiamo così. Dobbiamo avere la stessa intensità nelle due fasi. Il nostro centrocampo nel primo tempo, costruiva poco. Volevamo rifarci dalla sconfitta con la Torres, poi non è stato così. Cangiano può aver fatto gol su punizione ma mi serve che giochi di più. C’è un po’ di convinzione che siamo bravi ma adesso forse non lo siamo più dopo queste sconfitte». Come spiega i cambi all'intervallo? Solo scelta tecnica? «Tommasini l'ho tolto per cercare di dare più velocità davanti, mi mancava nel primo tempo. Tunjov non c'era né in fase offensiva che in fase difensiva con noi in campo questa sera. Tommasini? Ha fatto un bel gol, ma ha sbagliato anche qualcosa. Capita a tutti. Cercavo più velocità e più profondità. Cuppone lo ha fatto di più finora, che poi non riesca a prepararsi la palla pulita, questa è colpa sua».
Se Zeman fatica a trovare parole per spiegare l'involuzione dei suoi, dall'altra parte Giovanni Pagliari è raggiante dopo il colpo storico all'Adriatico: «Abbiamo creato sei, sette palle gol e preso una traversa. Ce la siamo giocata. I miei sono stati favolosi, limitando in fase difensiva gli avversari e creando molte palle gol. La mia squadra ha vinto meritatamente, nulla da dire». Il tecnico aggiunge: «Anche sul 2 a 2, in modo insperato, hanno creduto di poterla vincere e ci sono riusciti». Il grande ex Federico Melchiorri: «È stata una partita equilibrata, ma gli episodi determinano alla fine. Non ci siamo abbattuti quando ci hanno ripreso, non ci siamo chiusi e abbiamo provato a ripartire. Il risultato ci sta. L'Adriatico? Una grandissima emozione tornare".
Orlando D'Angelo
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