Zinni: io, il Pescara e i disegni sul calcio
In prestito al Cupello, è il più giovane marcatore nella storia dell'Eccellenza abruzzese
PESCARA. Quando andava alle elementari e la maestra gli diceva di fare un disegno libero, lui prendeva la matita e raffigurava sempre un campo da calcio. E quando dimenticava l'astuccio o i libri a scuola, le bidelle dicevano alla mamma: «Signora, non si può sbagliare: se vede disegnato un campo da calcio, quello è il banco di suo figlio».
Alessandro Zinni, 17 anni da compiere il 31 maggio, attaccante del Cupello, è cresciuto con il sogno di diventare un calciatore. E ha bruciato tutte le tappe perché il 19 settembre scorso, con il gol realizzato contro l'Acqua&Sapone, è diventato il più giovane marcatore della storia dell'Eccellenza abruzzese.
Zinni, originario di Atessa ma residente a Scerni, è di proprietà del Pescara che lo ha girato in prestito fino al 30 giugno al Cupello. Dopo 4 anni di settore giovanile allo Scerni, Zinni passa ai Quattro Colli. A 11 anni, in un'amichevole con i Giovanissimi del Pescara, segna una doppietta e Antonio Di Battista lo porta al Delfino. La settimana dopo l'amichevole, Zinni è già a Pescara. Basta un allenamento, poi subito la firma.
In biancazzurro segna a raffica: 27 gol con i Giovanissimi provinciali, 28 con i regionali, 8 con i nazionali e 4 con gli Allievi. Zinni vince anche un torneo Giovanissimi, segnando in finale contro la Juventus e vincendo il premio di miglior giocatore. «Poi il Pescara mi ha girato al Cupello», dice l'attaccante di Scerni, «e devo ringraziare mister Carlucci perché, nonostante avessi solo 16 anni, mi ha buttato subito nella mischia».
Quattro gol in campionato e uno in coppa allo stadio Angelini contro il Chieti. Zinni è un attaccante versatile, che può fare l'esterno destro in un 4-3-3 o il trequartista nel 4-3-1-2. «Mio padre Gianfranco è stato capitano del Cupello 20 anni fa ed è stato lui a trasmettermi la passione per il calcio», racconta Alessandro, tifoso del Milan, cresciuto con il mito di Kakà. E con il sogno di giocare nei professionisti.
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