«È l’anno di Caprari, Delfino pronto per la A»

6 Novembre 2015

Il ds della Ternana Guglielmo Acri è l’ex della sfida dell’Adriatico: «Da voi tre anni stupendi»

PESCARA. Tre anni in biancazzurro non si possono dimenticare facilmente. Una promozione, una retrocessione e tante operazioni di mercato. Domani all’Adriatico arriverà la Ternana e sarà anche il ritorno a Pescara del direttore sportivo Guglielmo Acri, ora dietro la scrivania delle Fere. Il manager romano ha lavorato nel Pescara dal 2011 al 2014.

Arrivato come collaboratore dell’allora ds Delli Carri, nell’ottobre del 2011, è diventato capo degli osservatori e poi direttore sportivo, specializzato nelle cessioni (è uno dei migliori in circolazione), lavorando gomito a gomito con il dg Repetto e il presidente Sebastiani.

Guglielmo Acri, quella di domani non sarà una gara come le altre, vero?

«Una partita dalle emozioni forti calcolando le tre stagioni che ho trascorso a Pescara. Tre anni belli, che mi hanno fatto maturare tanto e ringrazio il presidente Sebastiani per l'opportunità che mi ha dato. Non ci sentiamo da tempo, ma nutro tanta stima nei suoi confronti».

Il periodo più bello e quello più brutto della sua avventura pescarese?

«Il più bello di sicuro l'anno della promozione in serie A e l'ultimo anno che sono stato qui, cioè nel 2013-2014, quando abbiamo rimesso in piedi una squadra reduce dalla retrocessione. Rosa con ingaggi da A, non è stato facile ripartire e abbiamo dovuto snellire parecchio quell'organico con tante cessioni. Quello più brutto? La retrocessione in B e il girone di ritorno nella stagione 2013-2014»

Quello era un Pescara secondo in classifica e poi andò fuori dai play off, cosa accadde?

«Secondo me la sosta è stata deleteria per il gruppo. Quella squadra andava a mille, poi il mese di sosta ha minato la serenità e alcuni equilibri dello spogliatoio»

L'operazione di mercato migliore e quella che non rifarebbe?

«L'operazione migliore è stata quella con la Roma, restituendo la comproprietà di Caprari e prendendo in cambio Politano e Viviani, ma anche Piscitella e Frascatore. Una cosa che non rifarei, invece, è la cessione di Viviani».

Ci sveli una trattativa che non ha portato a termine?

«Avevamo preso Valdifiori (ora al Napoli, ndr) dall'Empoli dopo una lunghissima trattativa. Era tutto fatto, anche i contratti, poi la cosa si è arenata per alcuni ragionamenti tecnici. In quel momento Brugman era diventato il faro del centrocampo, e credo che abbia dimostrato di essere un giocatore importante, poi c'erano Viviani e Rizzo».

Del Pescara attuale che idea si è fatto?

«È una squadra di primo livello. Attacco formidabile, centrocampo di qualità e difesa rodata. Secondo me può puntare alla A insieme a Cesena e Spezia, mentre il Cagliari lo vedo un gradino sopra».

E di Massimo Oddo cosa pensa?

«È un predestinato. Sta facendo molto bene e l'intelligenza che aveva in campo quando era calciatore adesso la sta utilizzando anche per fare l'allenatore. Andrà lontano, come Juric del Crotone».

La sua Ternana ha tanti buoni giocatori, ma stenta a decollare. Come mai?

«La squadra purtroppo è stata assemblata in pochi giorni e abbiamo pagato anche il cambio d'allenatore. Detto questo, sottolineo che c'è un grande gruppo, coeso, maturo e di buon livello. Abbiamo incontrato tante difficoltà e anche gli infortuni hanno condizionato il nostro rendimento».

Domani che gara si aspetta?

«Sarà molto difficile. Il Pescara, a parte lo stop di Novara, è una squadra forte e gioca un gran bel calcio. Noi daremo filo torcere e ovviamente speriamo di vincere».

Chi toglierebbe al suo vecchio Pescara?

«Caprari è l'uomo in più, questo è il suo anno e credo che si sia finalmente sbloccato».

Perché è andato via da Pescara?

«Il mio divorzio è stato inevitabile perché si era concluso un ciclo, ma ho mantenuto un gran bel rapporto con i dirigenti e con Sebastiani».

I rapporti con Repetto come sono?

«Lui è una figura importante per il calcio pescarese. Ho lavorato bene con lui e credo che sia stato un anno di maturazione per me, ma anche per Giorgio. E' un compagnone, abbiamo dei rapporti cordiali anche se non ci sentiamo da tempo». (l.d.m.)

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