È sempre la stessa partita: che incubo!

30 Gennaio 2017

di ANTONIO DE LEONARDIS "R. icomincio da capo" è un film del '93 dell'americano Harold Ramis e racconta la storia di un metereologo che viene mandato in una cittadina della Pennsylvania dove sta per...

di ANTONIO DE LEONARDIS

"R. icomincio da capo" è un film del '93 dell'americano Harold Ramis e racconta la storia di un metereologo che viene mandato in una cittadina della Pennsylvania dove sta per essere celebrata la "giornata della marmotta". Per uno scherzo del destino il protagonista, Bill Murray, si trova a dover rivivere la medesima giornata all'infinito. Ogni mattina alle 6 in punto viene svegliato dallo stesso brano musicale e da allora in poi le ore trascorrono allo stesso modo del giorno precedente, fino a portarlo alla depressione. Proprio quello che sta capitando al Pescara, più o meno da cinque mesi a questa parte. Il solito canovaccio che si ripete di partita in partita, con i biancazzurri che vanno puntualmente in campo con coraggio, con la voglia di giocarsela al massimo, spesso illudendosi di poter tener testa ad avversari anche più agguerriti, salvo poi buttarsi via, nel momento in cui emergono cali di concentrazione, disattenzioni banali, errori che vanno anche al di là dei propri limiti, a lungo mascherati proprio col coraggio, con l'impegno.

E' andata appunto così anche con l'Inter. Gli errori di sempre, i limiti di sempre: perché è fuor di dubbio che i primi due gol segnati dai nerazzurri, dopo venti minuti di sostanziale equilibrio, non c'entrano nulla con la evidente superiorità tecnica della squadra di Pioli. D'Ambrosio e Joao Mario, con la difesa biancazzurra schierata, si sono ritrovati soli e senza marcatura a due passi dalla porta di Bizzarri, e non hanno dovuto far altro che appoggiare in rete i cross dei loro compagni.

E vista così resta anche un inutile dettaglio che la terna arbitrale abbia annullato il gol del vantaggio di Verre per un fuorigioco che c'era e che invece abbia poi convalidato la rete con la quale Eder, appena entrato in campo, abbia chiuso il conto grazie al comodo assist di Icardi che era ben oltre la linea della difesa biancazzurra. Punti di svista che non cambiano la sostanza delle cose.

E cioè che il Pescara è sempre lì in fondo alla classifica, che si impegna e si sbatte in mezzo al campo ma non riesce a cambiare di una virgola né il suo atteggiamento, né la capacità di fare i conti con i suoi limiti, che continua a giocare invece sempre la stessa partita del "vorrei ma non posso”. E un fatto è certo: il mercato di gennaio, almeno fino a questo momento, non ha inciso minimamente in quel progetto di partenza che avrebbe dovuto aiutare la squadra a trovare una nuova identità che alla capacità di gioco aggiungesse compattezza, esperienza, determinazione. I nuovi vanno in campo a singhiozzo, qualcuno deve ancora entrare in campo, Cerri e Cubas hanno fatto solo fugaci apparizioni. E' ovvio non mollare ma questo non significa ripetere sempre la stessa partita.

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