È un Lanciano da urlo Marilungo trascinatore

La Virtus stende 2-1 il Novara di Baroni. Oggi la sentenza sulla penalizzazione
LANCIANO. Ed è arrivata finalmente anche la vittoria contro l’ex Marco Baroni in una partita che per la Virtus Lanciano rappresenta un’iniezione di fiducia e di punti enorme in un momento cruciale della stagione. Il successo dei rossoneri sul Novara è ampiamente meritato, ed è il frutto di un primo tempo eccezionale e di una ripresa inizialmente di contenimento e infine di barricate e sofferenza che premiano una formazione che non ha ceduto un solo centimetro ai più quotati piemontesi.
Primo Maragliulo scende in campo secondo le previsioni della vigilia: Aquilanti e Amenta tornano al centro della difesa; a centrocampo Vastola vince il ballottaggio con Rocca. Baroni invece sceglie di schierare Galabinov in attacco e Bolzoni al posto di un Viola non al meglio. La partenza dell’undici di casa è da urlo: i rossoneri, trascinati da un ispiratissimo Marilungo, bucano la porta dei piemontesi al 5’ con lo stesso Marilungo e al 14’ con Di Francesco che, sotto rete, ribadisce in gol una respinta su tiro ancora di Marilungo. Ed è sempre l’ex atalantino a mettere lo zampino in un altro paio di azioni che culminano in conclusioni di Ferrari sporcate dalla difesa ospite. Nonostante venti minuti da incubo, alla formazione di Baroni basta un lampo per riaprire la partita: la fiammata è di Galabinov, che ispirato da Faragò trafigge Cragno. La Virtus però continua a mantenere alto il livello dell’aggressività e lascia spazi minimi agli ospiti. Sugli scudi c’è sempre Di Francesco: per fermarlo servono pure interventi ai limiti della regolarità, e un paio di questi fanno reclamare un rigore e una punizione quasi dal limite. Ancora Di Francesco va vicino al tris: al 27’ ci mette una toppa Pucini con un doppio intervento.
I frentani vanno al riposo forti di un vantaggio più che meritato, conquistato non solo grazie a una partenza super, ma anche ampiamente legittimato dalla pressoché costante supremazia territoriale e dai continui affondi pericolosi. Ed è proprio questa la grossa novità in fin dei conti: la squadra di Maragliulo, che aveva abituato ad avvii non esaltanti e riprese di tutt’altro tono, lascia tutti a bocca aperta con questi 45 minuti che stendono il Novara. Fortunatamente non è una Virtus dai due volti all’inverso, perché i rossoneri tornano in campo ugualmente combattivi e determinati, pur non ripetendo la partita arrembante vista in precedenza. Gli azzurri di Baroni tra l’altro ricominciano abbastanza bene, ma l’inizio “cattivo” non si trasforma in una supremazia costante. I frentani infatti sono bravi a contenere ma anche a offendere: l’area novarese viene tenuta sotto pressione. La sofferenza tarda ad arrivare, e fortunatamente arriva tardi, perché alla fine il Novara spinge e costringe a più riprese la difesa guidata da Aquilanti a rifugiarsi nella mischia, e quando non regge la barricata ci pensa Cragno. Maragliulo si tira indietro: Rocca sostituisce Ferrari ed entra Rigione per Vastola; il fortino regge, e reggono pure i nervi nel concitato finale.
Così la Virtus si mette in tasca tre punti d’oro per la salvezza, e può concentrarsi con serenità per la partita non meno importante che si gioca oggi: o meglio, deve conoscere il risultato della partita che già si è giocata ieri, ovvero la sentenza del processo per irregolarità amministrative. La procura federale della Figc ha chiesto 5 punti di penalità per pagamenti di Irpef e Inps in ritardo e per la rinuncia, fatta in maniera non ortodossa, di Turchi ad alcune mensilità. Dalla società rossonera trapela ottimismo, se non la certezza, che il punto per il caso Turchi sarà “neutralizzato” al massimo in appello. Ma in secondo grado bisognerà lottare per ridurre al minimo il fardello dell’eventuale -4, sempre che il tribunale decreterà questa pena per gli altri deferimenti: in tal caso si punta a scendere fino al -1.
Andrea Rapino
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