È morto Rubini, rilanciò lo “Shakidu”

Aveva 67 anni ed era malato da tempo, negli anni Ottanta fece conoscere ovunque la storica discoteca di viale Bovio
TERAMO. Il suo nome di imprenditore appassionato e sempre pronto alle sfide resterà per sempre legato al rilancio della storica discoteca teramana Shakidu, il locale di viale Bovio che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta fece del capoluogo una delle mete preferite di tanti giovani appassionati di discoteca. Franco Rubini, 67 anni, teramano, se n’è andato per sempre dopo aver lottato fino alla fine contro la malattia che lo aveva aggredito da tempo.
Ma nella sua lunga attività di imprenditore tante sono state le imprese lanciate nel mondo del lavoro. Tra queste, in particolare, la Filipp’s specializzata nella distribuzione della corrispondenza per conto di enti pubblici e privati tra cui la ex Tercas. Successivamente il suo nome è stato legato al centro unico di prenotazioni della Asl gestito fino a metà degli anni duemila con la società Nike srl di cui è stato per lungo tempo amministratore unico. E in questa veste negli anni scorsi era finito a processo con l’accusa di peculato dopo che la Procura aveva contestato il mancato versamento di 14mila euro di incassi del Cup. Accusa dalla quale nel 2019 era stato assolto con la formula più ampia al termine di un lungo processo. Nel corso del dibattimento, infatti, era emerso che Rubini, pur essendo il legale rappresentante della società, non aveva alcuna delega a raccogliere e depositare i soldi versati dagli utenti.
Dopo la scoperta della malattia, ha lottato con tutte le sue forze affrontando lunghi periodi di cura senza mai, ricordano i tanti amici, «perdere il sorriso e la grande voglia di vivere». I funerali si svolgeranno lunedì alle 15 nel Duomo.(d.p.)
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