È una vittima di usura, congelati i debiti

11 Giugno 2020

Il caso di un imprenditore edile teramano che ha fatto arrestare i suoi strozzini: il tribunale sospende tutto per due anni

TERAMO. Ha fatto di tutto per salvare la sua impresa edile. Anche finire nelle mani degli strozzini. Che poi, aiutato dalle figlie, ha denunciato e fatto arrestare. Nel frattempo si è ritrovato con rate di mutuo da saldare e una ipoteca sulla casa di famiglia. Ma è una vittima di usura e per questo il tribunale gli ha congelato tutti i debiti per un periodo di due anni.
Accade a Teramo, in quella realtà che per una recente statistica del Sole 24 ore (fatta prima dell’emergenza Covid le cui conseguenze sono destinate a far aumentare i numeri) è seconda in Abruzzo (dopo l’Aquila) per i reati di usura. Il provvedimento di sospensione dei termini porta la firma del pm Enrica Medori, il magistrato titolare del fascicolo in cui l’imprenditore teramano è parte lesa e per cui a gennaio dell’anno scorso in cinque sono stati arrestati. L’atto finale del giudice delle esecuzioni Pasquale Giovannucci. Un recente pronunciamento della Corte Costituzionale ha stabilito che sia sufficiente il “fumus commissi delicti”. «Il pubblico ministero provvede alla sospensioni», ha stabilito la Corte Costituzionale, « a seguito di una mera verifica di riferibilità dell’esposizione debitoria ai delitti per i quali sono in corso le indagini». Tra gli atti anche una consulenza tecnica presentata dallo stesso imprenditore che in questa vicenda è rappresentata dall’avvocato Eugenio Galassi. «Allo stato la richiesta può trovare accoglimento», ha scritto il pm nel provvedimento di sospensione, «poichè gli elementi acquisiti in corso di indagine consentono allo stato di formulare una ipotesi di reato ex articolo 644 c.p. (usura (ndr) e art. 629 c.p. (estorsione (ndr), certamente corredata da una pregnante gravità indiziaria, atteso che questo pm ha richiesto ed ottenuto dal gip nei confronti di tutti gli indagati l’applicazione di una misura cautelare personale ed ha, successivamente, esercitato l’azione penale nei confronti degli stessi». Il provvedimento di sospensione è stato possibile in applicazione della legge 44 del 1999 in più parti rivista con un pronunciamento della Corte Costituzionale che, proprio in considerazione dell’allarme sociale del fenomeno, ha introdotto nuove possibilità a favore delle vittime di usura. «La sospensione in oggetto», recita la normativa, «costituisce un rimedio cautelare per consentire alle vittime dei reati di usura e di estorsione di ottenere l’accesso al fondo antiusura senza incorrere medio tempore nei rigori processuali collegati ai procedimenti espropriativi sorti in base ai debiti scaturenti dai delitti suddetti». Va detto che il crescente disvalore sociale che caratterizza il reato di usura ha contribuito negli anni all’inasprimento delle sanzioni civili e penali a carico dell’usuraio, nonchè a un contestuale aumento dei benefit previsti dallo Stato a favore delle vittime sempre più numerose in un Paese in cui negli ultimi anni le denunce sono aumentate del 100%.
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