700 sms di insulti alla compagna spacciandosi per l’ex marito

11 Luglio 2018

Teramano di 40 anni rinviato a giudizio per sostituzione di persona, stalking e minacce I messaggi sotto falso nome inviati on line anche al figlio minorenne della donna e ai suoi genitori

TERAMO. La cronaca è nei numeri che raccontano un incubo durato mesi con quei settecento messaggi arrivati sul suo cellulare, su quello del figlio minorenne e anche su quello dei suoi genitori. Insulti e minacce di vario tipo che giungevano da numeri sconosciuti ma anche dal telefonino dell’ex marito e padre del ragazzo.
C’è voluta una indagine della polizia postale per accertare che a mandare quegli sms non fosse l’ex marito ma il nuovo compagno della donna deciso a mettere in cattiva luce l’altro per far interrompere ogni rapporto tra i coniugi. Anche ricorrendo all’invio di finti messaggi. Per farlo utilizzava dei siti on line, una sorta di messaggeria virtuale, attraverso i quali riusciva a inviare i messaggi facendo risultare come provenienza quella dell’ex marito della convivente e inventando accuse nei confronti di quello che, evidentemente, riteneva ancora essere un suo potenziale rivale nel nuovo rapporto sentimentale.
Ieri pomeriggio l’uomo, un 40enne teramano, è stato rinviato a giudizio dal gup Mauro Pacifico con le accuse di sostituzione di persona, stalking e minacce. La prima udienza del processo si svolgerà ad ottobre. L’ex marito si è costituito parte civile.
L’indagine è partita proprio da una denuncia di quest’ultimo. Perché l’uomo, di fronte a quei messaggini provenienti dal suo telefono cellulare, è letteralmente caduto dalle nuvole. Lui non aveva mai inviato nulla nè sul telefono della donna nè tantomeno su quello del figlio con insulti la madre. Inizialmente nessuno gli ha creduto visto, infatti, che effettivamente che quei messaggi erano provenienti dalla sua utenza telefonica. Solo gli scrupolosi accertamenti tecnici eseguiti dalla polizia sui telefonini sequestrati hanno consentito di accertare la verità, ovvero che a mandare quei messaggi era il nuovo compagno della donna. E non solo, visto che le indagini hanno accertato che l’uomo avrebbe utilizzato anche il nome di una donna (che non conosce nessuno dei protagonisti) per inviare messaggi di insulti e minacce alla nuova compagna. Complessivamente settecento sms il cui contenuto è finito nella richiesta di rinvio a giudizio fatta dalla Procura e accolta dal gup che ha mandato l’uomo a processo. Ora tutte le accuse dovranno essere provate nel dibattimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA