«A Campli c’è chi si augurava il fallimento della sagra»

CAMPLI. Nel giorno dell’inaugurazione della 44ª sagra della porchetta italica, il sindaco di Campli ha inviato alla stampa una “Lettera aperta a tutti i camplesi” «per mettere ordine tra le notizie,...
CAMPLI. Nel giorno dell’inaugurazione della 44ª sagra della porchetta italica, il sindaco di Campli ha inviato alla stampa una“Lettera aperta a tutti i camplesi” «per mettere ordine tra le notizie, le dichiarazioni, i titoli di giornale e, forse, qualche polemica di troppo che hanno segnato le tappe di avvicinamento all’inaugurazione». Per Quaresimale «circa un mese fa lo svolgimento della 44ª edizione della sagra era a rischio. O, se preferite, in dubbio. E fin da subito l’eventualità che questa nostra tradizione decennale potesse subire una battuta d’arresto è stata un’ipotesi da evitare e scongiurare con ogni mezzo. Eppure - per la storia di questa manifestazione – questa non sarebbe stata affatto una novità. Ma anzi avrebbe rappresentato un salto indietro nel tempo, fino a quegli anni in cui, a causa di contrasti e piccoli litigi, una tradizione nata nel 1964 ha subito diversi e spiacevoli stop. Senza quelle pause, infatti, quella di quest’anno sarebbe stata la 51ª edizione. Il rischio, proprio quest’anno, è stato che tutto ciò potesse riproporsi, a causa di alcune incomprensioni tra i due soggetti protagonisti della sagra: la Pro Loco e i maestri porchettai di Campli. In questa situazione posso dire – senza alcun timore di essere smentito, ma anzi per smentire con forza e decisione le strumentali e ridicole accuse che ci vengono rivolte da uno dei due gruppi di minoranza consigliare – che l’amministrazione comunale ha ascoltato le ragioni di tutti, della Pro Loco e dei maestri porchettai, incontrando tutti nei tempi e nei modi che abbiamo ritenuto più opportuni». Quella che il sindaco definisce «attività di “moral suasion” per ricomporre ciò che era diviso» è andata a buon fine «solo in parte, con la conseguenza che alcuni maestri camplesi parteciperanno e altri no».
E qui arriva l’affondo contro l’opposizione: «In queste settimane, cari concittadini, non tutti i rappresentanti politici hanno remato nella stessa direzione. Se l’amministrazione comunale, insieme ai tanti amici che hanno a cuore Campli e il suo territorio, ha lavorato per l’unità, altri invece hanno puntato tutto sulla divisione, scommettendo o addirittura augurandosi – al di là del solito politichese – il naufragio, completo o parziale, della sagra in modo da addossarne le colpe – come puntualmente fatto nelle scorse ore, gettando definitivamente la maschera – alla parte terza e neutra, cioè al sottoscritto e all’intera amministrazione comunale».
Quaresimale stigmatizza questo «vecchio modo di fare politica» e conclude con un appello: «Invito tutti a remare nella stessa direzione, a superare rancori e incomprensioni da cui tutti uscirebbero sconfitti».

