A cinque mesi dallo sgombero sono ancora nelle case inagibili

La vicenda delle famiglie di via Spataro sollevata in consiglio comunale da Fracassa (Futuro In) La risposta dell’assessore Maranella: «Abbiamo fatto quello che ci competeva, ora tocca all’Ater»
TERAMO. A cinque anni dal sisma arriva l'inagibilità che fa scattare l'ordinanza di sgombero. Ma a cinque mesi di distanza la misura d'urgenza non trova ancora seguito. Le famiglie sono ancora lì, in quegli appartamenti Ater di via Spataro a Colleatterrato classificati “E” dopo i sopralluoghi tecnici della scorsa primavera. Una vicenda che il consigliere comunale di Futuro In Franco Fracassa ha portato all'attenzione del consiglio comunale nel corso del question time di martedì, trovando la risposta dell'assessore Martina Maranella.
Risposta che, però, non soddisfa Fracassa, che reputa «incredibile e allucinante» la situazione. «L'ordinanza è stata notificata ma nulla è cambiato: le cinque famiglie interessate sono in appartamenti totalmente inagibili e il sindaco che fa? Non fa rispettare un suo provvedimento. La sicurezza va garantita soprattutto quando si rileva una situazione di emergenza. Gli strumenti ci sono. Si potevano sistemare queste persone in un hotel e attendere l'iter per l'assegnazione di una casa. Ma non è stato fatto. Siamo davanti ad un fatto grave. Sono passati mesi, sono state fatte anche riunioni con componenti della maggioranza e le famiglie senza che si sia giunti a una soluzione di tutela. Io se avessi firmato una simile ordinanza non ci dormirei la notte sapendola non eseguita», ha detto Fracassa. A rispondere all'interrogazione l'assessore Maranella, che ha sottolineato come il Comune abbia fatto la propria parte: «Abbiamo firmato l'ordinanza, incontrato le famiglie e fatto firmare loro l'accettazione degli immobili, e vista l'emergenza non si è aspettato il bando per l'assegnazione delle case nuove. Ora tocca all'Ater che, per quanto ci risulta, ha fatto firmare il contratto di locazione per gli alloggi almeno a quattro delle cinque famiglie. Ad oggi risultano gli allacci delle utenze ancora attivi: questo va accertato dall'Ater che eventualmente dovrà segnalare alla polizia municipale la presenza di persone ancora nell'immobile», ha detto l'assessore.
Ma la vicenda di via Spataro non è l'unica ferita post sisma approdata in consiglio. La consigliera dei 5 stelle Pina Ciammariconi è tornata sulle problematiche degli sfollati che vivono in via Balzarini, a Colleparco. Fra le note dolenti c'è la difficoltà degli inquilini del complesso (nato come progetto di housing care e poi riconvertito) di raggiungere la fermata dell'autobus. La più vicina è dinanzi all'università ma «gli appartamenti si trovano a ridosso di un cantiere e per arrivare alla fermata la strada è lunga e in salita, quasi impraticabile quando piove o con le buste della spesa: era stato detto che il costruttore avrebbe realizzato un passaggio agevole ma non è stato fatto», ha detto in aula Ciammariconi. A risponderle è stato l'assessore Maurizio Verna: «Il problema è reale e per quegli alloggi purtroppo non è l'unico. È stato un errore acquistarli, ma non è stata una decisione del Comune. Dal canto nostro stiamo lavorando per avvicinare la fermata dell'autobus 7, mentre il costruttore ci ha garantito che realizzerà il passaggio più agevole entro fine anno».
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