A luglio il processo all’infermiere accusato di non aver usato il defibrillatore

La morte di Marco Calabretta è al centro di una complessa vicenda giudiziaria. A luglio sarà processato con rito abbreviato un infermiere accusato di omicidio colposo. Il pm Stefano Giovagnoni, a...
La morte di Marco Calabretta è al centro di una complessa vicenda giudiziaria. A luglio sarà processato con rito abbreviato un infermiere accusato di omicidio colposo. Il pm Stefano Giovagnoni, a conclusione del fascicolo bis aperto dopo la denuncia dei familiari del piccolo, assistito dall’avvocato Giulio Calabretta, aveva indagato per omicidio colposo uno dei due infermieri a bordo della prima ambulanza, quella non medicalizzata, che quel drammatico giorno arrivò sul campo di calcio. Secondo l’autorità giudiziaria in quell’occasione il defibrillatore non venne usato, ipotesi respinta sia dall’infermiere sia degli altri presenti. Ma, sostiene la Procura, di quell’uso manca ogni traccia cartacea. La prima inchiesta sulla morte del piccolo si è chiusa con l’assoluzione del medico del 118 che era bordo della seconda ambulanza arrivata a Pineto per prestare a soccorso. Al medico veniva contestato l’omicidio colposo per il mancato uso del defibrillatore. Ma secondo la consulenza disposta dalla Procura l'utilizzo del defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita del bimbo solo se usato entro un determinato lasso di tempo già superato al momento dell’arrivo del medico del 118.(d.p.)

