A processo teramano di 70 anni che perseguitava la ex di 60

L’uomo accusato anche di aver diffuso un falso allarme bomba nel posto di lavoro della donna Dopo il divieto di avvicinamento il giudice respinge la richiesta di patteggiamento a un anno
TERAMO. Negli atti giudiziari c’è di tutto: dagli appostamenti sotto casa alle gomme dell’auto tagliate fino a quella telefonata anonima fatta sul posto di lavoro di lei per annunciare un finto allarme bomba. È un’altra storia di stalking quella approdata in un’aula di giustizia per quello che doveva essere un patteggiamento a un anno per l’indagato, un teramano di 70 anni accusato di aver perseguitato per mesi la ex compagna, una donna di 60 anni. Il patteggiamento è stato respinto dal gup (l’udienza era davanti al giudice Marco Procaccini) perchè in relazione alla richiesta di sospensione della pena non c’è stato il risarcimento della parte offesa (che non lo ha voluto) per il solo reato del danneggiamento, cioè il taglio delle gomme. Tecnicismi giuridici a parte, il mancato patteggiamento significa che l’uomo è stato rinviato a giudizio, ovvero che andrà a processo visto che, almeno in questa fase, il ricorso al rito alternativo non è stato accolto.
Secondo la ricostruzione dell’accusa i due avrebbero avuto un lungo rapporto sentimentale che a un certo punto si sarebbe interrotto. Lui però non si rassegna e comincia a fare una corte serrata alla donna per chiederle di tornare insieme. Chiama anche i familiari della ex per poterla incontrare. La donna, però, non vuole riprendere nessun rapporto. E a questo punto l’atteggiamento dell’uomo cambia. Cominciano gli appostamenti sotto casa, sul posto di lavoro, le telefonate continue. Fino a quei due episodi in cui la donna si ritrova con le quattro gomme della macchina tagliate: una volta nel posto in cui vive e un’altra nella residenza al mare. Qualche giorno dopo uno degli episodi del taglio delle gomme nel posto di lavoro della donna, un ufficio pubblico, arrivata una telefonata anonima con una voce maschile che annuncia l’imminente scoppio di una bomba. Scatta la procedura prevista con lo sgombero degli uffici e l’arrivo dei carabinieri. Quando la donna sente la telefonata riconosce la voce dell’ex. Alla sua denuncia fa seguito il divieto di avvicinamento imposto dal giudice al 70enne. (d.p.)
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