A San Pietro il presepe di Castelli Marsilio invita il Papa in Abruzzo

12 Dicembre 2020

Cerimonia in Vaticano per l’inaugurazione nella piazza della basilica della storica Natività in ceramica Il Pontefice: «Portate i miei auguri più cari alla vostra terra». Il vescovo Leuzzi: «L’aspettiamo a marzo»

TERAMO. Piazza San Pietro in Vaticano si illumina d' Abruzzo e di Castelli. Si è rinnovata ieri pomeriggio la tradizionale cerimonia dell’inaugurazione del presepe che quest’anno vede protagonista quello monumentale di Castelli insieme al maestoso abete rosso di Kocevje, in Slovenia.
LA CERIMONIA. Una cerimonia più sobria e breve del solito nel rispetto delle norme anti-Covid, ma che non ha tolto la magia e l’emozione di un evento atteso in tutto il mondo . È la prima volta che venti delle 54 statue in grandezza naturale di ceramica realizzate negli anni ’70 dai docenti e dagli studenti dell’allora Istituto d’arte, oggi liceo artistico per il design “F. A. Grue” varcano i confini dello Stato della Chiesa. Una giornata importante che è iniziata in mattinata con l’udienza da Papa Francesco che ha ricevuto le delegazioni abruzzesi e slovene. «Mai come quest'anno, le “icone” del Natale rappresentate dal presepe e dall'albero allestiti in piazza San Pietro sono segno di speranza per i romani e per quei pellegrini che avranno la possibilità di venire ad ammirarli», ha detto il Pontefice che ha ringraziato per la presenza, «i miei auguri per una festa di Natale colma di speranza e vi chiedo di portarli alle vostre famiglie e a tutti i vostri concittadini». Un momento emozionante nel quale il Pontefice ha accolto gli ospiti insieme al vescovo della diocesi di Teramo – Atri Lorenzo Leuzzi che è promotore dell’iniziativa di «un presepe per rinascere» e ha ricevuto gli omaggi. Il primo e più importante dono è quello che Papa Francesco ha fatto all’Abruzzo con l’invito a esporre per questo Natale il presepe di Castelli, un’opera simbolo della regione. «Un grande dono per la nostra comunità segnata dagli eventi sismici 2009/2016-17», ha detto Leuzzi al Pontefice, « ci siamo preparati a questo evento riscoprendo che nel presepe c’è la certezza che camminando insieme possiamo costruire la civiltà dell’amore. I nostri studenti attendono di incontrarla, speriamo nel prossimo marzo».
L’INVITO DI MARSILIO. Un invito a visitare l’Abruzzo che è arrivato anche dal governatore Marco Marsilio che lo ha ringraziato «per il privilegio concesso» e gli ha donato la riproduzione del rosone della Basilica di Collemaggio dell’Aquila. Presenti anche il commissario straordinario per la ricostruzione post–sisma Giovanni Legnini e l’assessore regionale alla cultura Pietro Quaresimale. «Vicinanza e solidarietà per la nostra terra colpita negli ultimi anni da eventi che l’hanno duramente provata» è la richiesta del presidente regionale Anci e sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, mentre la Provincia di Teramo ha donato al Pontefice l’opera “La mappa interiore” dell’artista di Isola del Gran Sasso Fausto Cheng che da studente partecipò alla realizzazione del Presepe monumentale. «Il filo conduttore che lega il presepe a Cheng ci ha spinto a scegliere una sua opera», ha dichiarato il presidente Diego Di Bonaventura con il consigliere provinciale Lanfranco Cardinale, « è stata un'emozione che nell' opera di Cheng, in questo cuore d’oro, ognuno di noi ha letto un segnale di speranza». La delegazione di Castelli composta dal sindaco Rinaldo Seca, dal parroco don Franco D’Angelo, dalla vice preside del “Grue” Mirella Censasorte e dall’alunna Sara Mattoni ha donato al Papa la riproduzione della Madonna di Orazio Pompei del ceramista Nino Facciolini, un crocifisso in ceramica tradizionale del decano dei maestri ceramisti Vincenzo Di Simone, un crocifisso contemporaneo del docente Franco Di Simone e la prima copia del libro del direttore del Museo delle ceramiche Giovanni Giacomini, della consigliera alla cultura Alessia Di Stefano e del fotografo e scrittore Andrea Pistocchi “Presepe di Castelli, poesia in ceramica” edito da Verdone.
FINO AL 10 GENNAIO. Nel pomeriggio, in un’atmosfera magica e in una cerimonia ufficiale presieduta dal cardinale Giuseppe Bertello e dal vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano c'è stato lo svelamento del presepe che ha incantato tutti . L’opera sarà visibile fino al 10 gennaio ed è custodita in una capanna in cristallo dove nel retro è incisa la sagoma del “Gran Sasso” realizzata dall’impresa “Polisini Fiorenzo” del “Polisini Group” di Montorio al Vomano. Il presepe monumentale racconta la storia dell'Abruzzo, della tradizione secolare della ceramica castellana, dei saperi dei maestri ceramisti di Castelli, dei tesori di un'istituzione scolastica come il “Grue” che vanta più di cento anni di vita, ma anche la bellezza di una terra e la resilienza del popolo che la abita e rappresenta un segno di rinascita e speranza in questo momento buio. Un riconoscimento che permette all'Abruzzo di avere un ruolo di primo piano. «Il nostro presepe, simbolo di pace e speranza, rappresenta un orgoglio», ha commentato Quaresimale, « gli occhi di tutto il mondo, specialmente in quest’anno particolare, saranno puntati verso di esso». Un orgoglio soprattutto per la comunità di Castelli: è dal 1976, dal viaggio a Betlemme, Gerusalemme e Tel Aviv che l’opera non viene più esposta fuori dalla sua sede nel Liceo “Grue”. «Questa è una giornata storica e da oggi il nostro presepe monumentale è al centro della cristianità» sono le parole di Seca. «Siamo profondamente orgogliosi che la nostra opera sia stata chiamata a portare un messaggio di pace in un momento difficile», ha concluso la consigliera Di Stefano, « ed è particolarmente significativo che questo messaggio giunga da un piccolo borgo, spesso dimenticato e che di difficoltà ne ha affrontate tante, ma che è sempre ripartito dalla sua storia e ha dimostrato che nelle situazioni difficili si può rinascere».
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