A Tossicia riapre la chiesa di Sant’Antonio

Ora si punta ad avviare il cantiere nella chiesa madre, bloccato da intoppi burocratici
TOSSICIA. A Tossicia torna a splendere, dopo i lavori di restauro conservativo, la quattrocentesca chiesa di Sant’Antonio e la comunità ritrova un luogo sacro dove celebrare le funzioni religiose. Una bella notizia per gli abitanti del borgo della Valle Siciliana, che da qualche anno sono senza un edificio di culto perché la chiesa di Sant’Antonio, che è la più antica e centrale del capoluogo, è stata chiusa per il restauro e quella madre, inagibile dal 2009, ha un finanziamento approvato di oltre un milione di euro, ma è in attesa dell’avvio dei lavori.
Sant’Antonio è stata sempre agibile e non ha riportato danni gravi negli eventi sismici, ma si stava deteriorando all’interno e sulla facciata, dove spicca un portone monumentale del ’400, a causa dell’umidità e della mancanza di manutenzione per anni. L’amministrazione comunale ha così deciso di intervenire grazie all’inserimento della chiesa nell’elenco dei monumenti storici del ministero dei Beni culturali, e l’ottenimento di un finanziamento di oltre 200mila euro dai fondi Masterplan della Regione, di cui 180mila solo per il restauro. Un segno di rinascita per la piccola comunità che in tutto questo tempo si è arrangiata adibendo una stanza a chiesa o recandosi nelle frazioni vicine per assistere alle funzioni religiose. La riapertura ufficiale verrà festeggiata prossimamente con un’inaugurazione. «Finalmente possiamo tornare a celebrare nel capoluogo ed è un grande orgoglio riaprire una chiesa al centro del paese e restituirla ai cittadini che sono molto devoti al santo», ha commentato emozionata il sindaco Emanuela Rispoli, aggiungendo: «Un primo passo importante è stato fatto».
Il riferimento è al fatto che l’attenzione dell’amministrazione è concentrata per far tornare a splendere, dopo dodici anni dal sisma, anche la chiesa madre che, gravemente lesionata dalle scosse, messa in sicurezza ma chiusa al pubblico, attende il benestare della Soprintendenza per l’avvio dei lavori di ricostruzione. «Siamo in attesa di procedere, ma i lavori non riescono a partire», ha detto ancora Rispoli, «il finanziamento c’è, come Comune abbiamo profuso tutto il nostro impegno e seguito tutte le istruzioni dalla Soprintendenza e siamo in attesa del rilascio della documentazione necessaria. Speriamo che arrivi il prima possibile perché il tempo passa e sarebbe un peccato non ricostruire la chiesa più grande del paese per le lungaggini burocratiche». (a.d.f.)
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