Abusi su otto allieve, la Procura: «Processate il maestro di musica»

17 Dicembre 2022

Il pm firma la richiesta di rinvio a giudizio per il 62enne insegnante indagato per violenza sessuale Le ragazzine sono tutte minori di 14 anni e sono state ascoltate nel corso di un incidente probatorio

TERAMO. Un’indagine complessa e delicata come lo sono tutte quelle che coinvolgono i minori. A fare la differenza, in questo caso, delle intercettazioni ambientali. Ovvero video riprese a puntellare gli accertamenti svolti da investigatori e inquirenti. A quasi un anno dall’arresto del 62enne maestro musica vibratiano indagato per abusi sessuali su otto allieve (tutte di età inferiori a 14 anni), la Procura conferma le accuse e chiede il processo per l’uomo.
La richiesta di rinvio a giudizio del pm Francesca Zani (titolare del fascicolo) arriva dopo l’incidente probatorio nel corso del quale è stata cristallizzata la testimonianza delle vittime e al termine del quale i consulenti tecnici hanno stabilito l’attendibilità delle parti lese. Un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame del minore in caso di abuso sessuale. Ascoltare i minori vittime di reati impone - proprio per non inficiare la prova - il rispetto di peculiari metodi e procedure. Tanto più giovane (e, quindi, considerata vulnerabile) è la persona da ascoltare, tanto maggiore dev'essere l'attenzione riposta nei criteri, elaborati dalla più moderna scienza psicologica e dalla neuropsichiatria infantile, per l’ascolto del minore e per interpretarne correttamente l'apporto testimoniale e non inficiarne la traccia mnestica, che va salvaguardata rigorosamente al fine dell'affidabilità sulla ricostruzione processuale del fatto. Diventa imprescindibile, dunque, poter valutare in sede giudiziale la genuinità della testimonianza e l'attendibilità della deposizione. Secondo la Procura nell'ambito della sua attività professionale, l'uomo avrebbe molestato sessualmente otto ragazzine. L'indagato, difeso dagli avvocati Tommaso Navarra e Luca Di Edoardo, nel corso dell'interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere. Indagini, quelle delegate all’epoca alla squadra mobile diretta da Roberta Cicchetti, partite dalla denuncia dei genitori di una ragazzina che prendeva lezioni di musica dal 62enne: la ragazzina, stando ai famigliari, aveva iniziato a mostrare segni di insofferenza e disagio, arrivando poi a raccontare a mamma e papà di quei palpeggiamenti intimi da parte del professore. Alla prima denuncia ne sono seguite altre, portando a otto il numero delle minori che accusano l’insegnante di averle molestate durante le lezioni che l’uomo teneva in un locale di sua proprietà. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, ora sarà il gup a decidere se rinviare a giudizio l’uomo o disporre un non luogo a procedere.
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