Accoglienza, è scontro: «Pochi posti per i turisti»

Italia Viva all’attacco dell’amministrazione sul progetto per i Bed and breakfast Pallini: «Oltre ai residenti perdiamo visitatori, manca una proposta di qualità»
PINETO. L’accoglienza turistica finisce nello scontro tra Italia Viva e amministrazione pinetese. Gli ex alleati renziani contestano alla giunta la scarsità di posti letto disponibili nelle strutture ricettive della città. Lo fanno dopo la recente tavola rotonda organizzata dal sindaco Robert Verrocchio diretta a sponsorizzare la nascita di più Bed and breakfast in dimore private. «Abbiamo la metà dei posti letto rispetto ai comuni limitrofi di Silvi e Roseto e soprattutto non diamo i servizi richiesti, gli stessi albergatori sanno benissimo cosa serve per una migliore accoglienza che sia al passo con la richiesta attuale dei clienti», afferma Italia Viva, «occorre dare seguito al piano strategico strutturale o comunque serve incentivare la realizzazione di nuove strutture ricettive».
Il coordinatore renziano Cleto Pallini rincara la dose nei confronti dell’amministrazione. «Non serve ribadire come è cambiata la tipologia di vacanza negli ultimi anni», spiega, «molti turisti non si trattengono più mesi nello stesso luogo ma prediligono una vacanza breve e di qualità ed esigono un livello sempre più alto di ospitalità e servizi. A Pineto mancano gli hotel a cinque stelle, mancano Spa e centri benessere, occorre dare la possibilità di ampliare le stanze che spesso hanno una dimensione piccola ed angusta». Altrimenti, sottolinea il dirigente di Italia Viva, «non sapremo capaci di intercettare un turismo di alto profilo. Il calo delle presenze turistiche degli ultimi anni insieme al calo degli abitanti, non può che creare una città più povera, che intacca anche al ribasso il commercio, la ristorazione, l'artigianato e tutte le piccole attività».
Pallini evidenzia infine come Pineto abbia bisogno di un salto di qualità. «Occorre avere una visione per i prossimi 30 anni», insiste il coordinatore, «non siamo più attrattivi, le nostre bellezze naturali non bastano più, tanto meno sono sufficienti gli appellativi di Pineto “Città dell’Olio”, “Città Slow” o bandiere varie. Le sigle sono importanti ma non possono far fare quel salto di qualità di cui la città ha estremo bisogno, non diamo un’offerta adeguata alla richiesta». Sulla necessità di attrarre turismo attraverso eventi e manifestazioni si era espresso giorni fa il presidente degli albergatori locali Pio Pavone che aveva evidenziato non solo come nel periodo di Pasqua le prenotazioni fossero al lumicino, ma anche la necessità di reinvestire la tassa di soggiorno in iniziative attrattive anche nei mesi di giugno e settembre, al fine di avviare un processo di destagionalizzazione.
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