Accusa la ex di tentato omicidio ma il giudice lo allontana da casa
Maltrattamenti e minacce di morte alla donna, cui fa trovare vestiti e scarpe tagliuzzate Il gip: «Il marito vada fuori dall’abitazione familiare e mantenga una distanza di 500 metri»
TERAMO. Nell’Italia dei femminicidi senza tregua (ieri l’ultimo a Pescara) le storie scivolano nelle aule di giustizia come in una catena di montaggio. Drammaticamente uguali. A volte con particolari diversi in scenari che si ripetono.
A Teramo il giudice ha allontanato dalla casa familiare «da cui dovrà mantenere una distanza pari ad almeno cinquecento metri» un marito di 52 anni che qualche tempo fa aveva denunciato la moglie per tentato omicidio. Ma da accusatore è diventato il grande accusato di maltrattamenti e minacce di morte nei confronti della donna. «Perchè», scrive nell’ordinanza il gip Domenico Canosa, «c’è il pericolo concreto ed attuale della reiterazione, da parte dell’indagato, di delitti della stessa specie rispetto a quello per cui si procede, oltre che di altri ancor più gravi commessi con altri mezzi di violenza personale ai danni della moglie e madre dei suoi figli». L’inchiesta della procura è scattata dopo la denuncia presentata dalla donna (assistita dagli avvocati Antonietta Ciarrocchi e Cataldo Mariani) che ha accusato il marito di averla più volte aggredita fisicamente, minacciando di toglierle la figlia più piccola senza fargliela più vedere. Ma ci sono particolari episodi che il giudice cita nella sua ordinanza, a cominciare da quello dei vestiti tagliati della donna i. L’indagato, scrive il gip «iniziava, in occasione delle frequenti discussioni, a minacciarla e ad ingiuriarla, nonchè a porre in essere «una serie di comportamenti vessatori e minacciosi” estrinsecatisi nel tagliare i vestiti ed indumenti a lei appartenenti, nonchè ad indirizzarle biglietti manoscritti nei quali le prospettava, tra le altre cose, di essere “quasi alla fine dell’opera, piccoli dettagli” che avrebbe portato a termine “per la prossima settimana”». Nell’ordinanza, inoltre, il giudice fa riferimento anche a messaggi che l’uomo avrebbe lasciato sui social del tipo: «Prima o poi realizzo sempre tutto quello che ho in mente. E’ stato o lo sarà il motto della mia vita nel bene e nel male». La donna, dopo la denuncia, ha raccontato di essere stata più volte ingiuriata, minacciata, picchiata e cacciata di casa. «Pur tuttavia», si legge a questo proposito nell’ordinanza del giudice, «di non essersi mai rivolta alle cure dei sanitari nè tantomeno averlo mai denunciato per il bene della famiglia».
Fino a qualche tempo fa quando, tornando a casa dopo l’ennesimo maltrattamento, ha trovato i suoi vestiti e le sue scarpe tagliuzzate. Allora ha capito che doveva fare qualcosa per difendersi e ha chiamato i carabinieri. Che hanno documentato con delle foto quello che era successo. Foto finite nel rapporto inviato alla procura che ha chiesto ed ottenuto la misura dell’allontanamento.(d.p.)
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