Accusata di aver copiato l’opuscolo, assolta

Giulianova, il medico era finito a processo dopo la denuncia dell’ex dirigente De Cristofaro
GIULIANOVA. Assolta perché il fatto non sussiste. Si è chiuso così, in primo grado, il processo che vedeva imputata Maria Giovanna Nespoli, nella sua veste di direttore dell’unità operativa semplice dipartimentale malattie metaboliche, epatologia e fisiopatologia della nutrizione dell’ospedale di Giulianova, finita davanti al giudice perché accusata di aver copiato un opuscolo utilizzato nel trattamento dell’obesità. Alla professionista veniva contestato il reato di violazione del diritto d’autore.
L’indagine e il successivo processo erano scaturiti da una denuncia di Paolo De Cristofaro, (attualmente è in pensione), ex dirigente del centro regionale di fisiopatologia della nutrizione della Asl di Teramo che accusava la collega di aver riprodotto, senza averne diritto e senza alcuna autorizzazione, una sua opera intitolata “Guida personalizzata all’educazione e all’autogestione alimentare”, consistente in un opuscolo per il trattamento terapeutico dell’obesità e dei disturbi alimentari. Secondo l’accusa, come riportato nel capo di imputazione, all’opuscolo originale sarebbero state apportate delle «modifiche del tutto marginali (sia sul piano contenutistico che della complessiva impostazione grafica) utilizzandolo correntemente nello svolgimento dell’attività del centro nutrizionale senza la necessaria autorizzazione del suo autore». Nel corso del processo il giudice Belinda Pignotti dopo aver ascoltato i due consulenti di parte, Domenico Giordano per la Nespoli e Andrea Tatafiore per De Cristofaro (costituitosi parte civile), aveva nominato un proprio perito. L’incarico era stato affidato a Monia Baccarelli di Milano che aveva escluso ogni ipotesi di plagio.La Nespoli nel corso del procedimento è stata difesa dall’avvocato Gugliemo Marconi, mentre De Cristofaro è stato assistito dall’avvocato Giuseppe Gliatta che ha preannunciato la volontà, una volta conosciute le motivazioni preannunciate tra 90 giorni, di fare ricorso in Appello. (d.p.)
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