Accusate di furto, disposta una perizia antropometrica
TERAMO. Sono finite a processo con l’accusa di furto ai danni di alcuni commercianti. Ad accusarle le testimonianze e le immagini di alcuni sistemi di video sorveglianza. Per fare chiarezza il...
TERAMO. Sono finite a processo con l’accusa di furto ai danni di alcuni commercianti. Ad accusarle le testimonianze e le immagini di alcuni sistemi di video sorveglianza. Per fare chiarezza il giudice monocratico Lorenzo Prudenzano ha disposto una perizia antropometrica sulle due imputate. L’obiettivo, evidentemente, è quello di stabilire se esista una corrispondenza tra le immagini e le figure delle imputate, due donne di fuori regione a processo per una serie di furti risalenti al 2017. La perizia antropometrica, infatti, consiste nella verifica dell’identità o somiglianza fra individui nelle fotografie o nei video oggetto di analisi. La tecnica usata dalle due era sempre la stessa: secondo la versione fornita all’epoca dai carabinieri dopo aver distratto i titolari, portavano via portafogli, borse e marsupi da cui prendevano denaro contante e tessere bancomat con cui, in alcuni casi, sono riuscite a prelevare contante. Con una tecnica ben collaudata che, secondo i carabinieri, era quella di distrarre i negozianti, magari anche facendoli uscire con l’accusa di chiedere delle informazioni stradali mentre l’altra s’intrufolava. In pochi mesi si sono mosse indisturbate tra Teramo e Isola. Dalle denunce dei commercianti i militari hanno intuito che c’erano notevoli similitudini nel modus operandi dell’agire raccontato dai derubati e, soprattutto, nella descrizione fisica di quelle due donne. (d.p.)
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