Accusato di sequestro, l’avvocato: «I soldi dopo la prestazione»
Le accuse, tutte contestate in concorso, vanno dal sequestro di persona a scopo estorsivo alla rapina e lesioni: a processo davanti alla Corte d’assise ci sono tre cittadini nigeriani arrestati l’anno...
Le accuse, tutte contestate in concorso, vanno dal sequestro di persona a scopo estorsivo alla rapina e lesioni: a processo davanti alla Corte d’assise ci sono tre cittadini nigeriani arrestati l’anno scorso. I tre, secondo l’accusa, avrebbero approcciato le vittime utilizzando un’app per incontri omosessuali con falsi nickname, poi le avrebbero minacciate per costringere il malcapitato del momento a pagare somme variabili tra 100 e 400 euro. E qualora quest’ultimo non li avesse avuti sarebbe stato costretto sotto minaccia a fare il prelievo al bancomat più vicino. I tre sono difesi dagli avvocati Tulliola e Luigi Immanuel Aloè e Andrea Palazzeschi. Quest’ultimo precisa che «la richiesta di denaro avveniva solo dopo la
prestazione sessuale, regolarmente svolta e preventivamente concordata
anche sotto l'aspetto economico». Le indagini inizialmente sono state portate avanti dalla Procura teramana (pm titolare Davide Rosati) ma dopo i primi arresti sono passate alla Procura distrettuale dopo che, in sede di convalida dei primi provvedimenti, il gip di Teramo aveva dichiarato l’incompetenza funzionale per il tipo di reato di competenza della Distrettuale. Da qui il passaggio per competenza alla Procura distrettuale con il gip dell’Aquila che ha firmato le ordinanze di custodia per i tre, due dei quali trovati nel Teramano e uno a Milano.
prestazione sessuale, regolarmente svolta e preventivamente concordata
anche sotto l'aspetto economico». Le indagini inizialmente sono state portate avanti dalla Procura teramana (pm titolare Davide Rosati) ma dopo i primi arresti sono passate alla Procura distrettuale dopo che, in sede di convalida dei primi provvedimenti, il gip di Teramo aveva dichiarato l’incompetenza funzionale per il tipo di reato di competenza della Distrettuale. Da qui il passaggio per competenza alla Procura distrettuale con il gip dell’Aquila che ha firmato le ordinanze di custodia per i tre, due dei quali trovati nel Teramano e uno a Milano.

