Acqua a rischio inquinamento In 10 davanti al giudice ad aprile

27 Marzo 2019

Fissata l’udienza preliminare per i vertici di Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti Sotto accusa il mancato isolamento delle opere di captazione e convogliamento delle acque

TERAMO. È stata fissata per il 10 aprile, davanti al gup Marco Procaccini, l’udienza preliminare in cui si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio per dieci persone, tra vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Teramo sul sistema Gran Sasso. A rischiare il processo, con l’accusa di inquinamento ambientale, sono Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto di fisica nucleare, Stefano Ragazzi, direttore dei laboratori nazionali dell’Istituto di fisica nucleare, Raffaele Adinolfi Falcone, responsabile del servizio ambiente dei laboratori dall’ottobre del 2005, Lelio Scopa, presidente del consiglio di amministrazione della Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, amministratore delegato di Strada dei Parchi dal 30 maggio del 2011, Igino Lai, direttore generale di esercizio di Strada dei Parchi con compiti in materia di tutela dell’ambiente dal 2011, Antonio Forlini, oggi ex presidente di Ruzzo Reti e attuale consigliere del cda, Domenico Giambuzzi, all’epoca dei fatti responsabile dell’area tecnica della Ruzzo Reti, Ezio Napolitani, responsabile dell’unità operativa di esercizio della Ruzzo Reti, Maurizio Faragalli, responsabile del servizio acquedotto della Ruzzo Reti dal 17 gennaio 2014. Ragazzi e Adinolfi Falcone, per l’Istituto di fisica nucleare, e Scopa, Ramadori e Lai per Strada dei Parchi, devono rispondere anche del reato di getto pericoloso di cose. In udienza compariranno inoltre anche le società Strada dei Parchi e Ruzzo Reti, nei confronti dei quali la Procura ipotizza l’ipotesi di illecito amministrativo.
L’inchiesta che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per i 10 imputati, e che chiude solo una prima tranche delle indagini affidate dal procuratore Antonio Guerriero al pool di magistrati composto dai sostituti procuratori Greta Aloisi, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, avrebbe fatto emergere secondo la Procura tutta una serie di presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate. Con, sostengono i magistrati, un pericolo permanente per la salubrità delle acque a causa di un inadeguato isolamento delle opere di captazione e convogliamento di quelle destinate ad un uso potabile. Un quadro accusatorio che adesso passerà al vaglio del gup, che nell’udienza del 10 aprile dovrà decidere se rinviare a giudizio i 10 imputati o disporre per loro il non luogo a procedere. Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Nicola Pisani, Francesco Formicola, Andrea Filippi De Santis, Augusto La Morgia, Gianfranco Iadecola, Oliviero De Carolis Villaris, Paolo Appella, Gennaro Lettieri, Duccio Araclio, Guglielmo Marconi, Enrico Napoletano, Guido Di Giacobbe e Paola Severino.
Sul sistema Gran Sasso la Procura ha aperto anche un secondo filone di indagine, al momento senza indagati, che interesserebbe alcuni esperimenti svolti nei laboratori e il loro eventuale impatto ambientale.
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