Acqua, ambientalisti alla Camera sul caso Gran Sasso

11 Giugno 2019

TERAMO. Caso Gran Sasso e messa in sicurezza del sistema acquifero: ieri mattina due delegazioni di ambientalisti sono state ascoltate dalla commissione ambiente della Camera. A rappresentare la...

TERAMO. Caso Gran Sasso e messa in sicurezza del sistema acquifero: ieri mattina due delegazioni di ambientalisti sono state ascoltate dalla commissione ambiente della Camera. A rappresentare la Mobilitazione per l’acqua del Gran Sasso c’erano le attiviste Carla Borreca, Franca Morrone, Laura Di Pietro e Maria Fioravanti. «Sul Gran Sasso si è finalmente rotto un muro, quello del silenzio sulla reale situazione di laboratori e delle gallerie autostradali, a partire da tre questioni, il rischio sismico, il potenziale impatto sull'acqua di 700.000 cittadini della presenza di 2.300 tonnellate di sostanze pericolose irregolarmente stoccate per due esperimenti e il mancato adeguamento delle gallerie previsto entro il 30 aprile 2019» si legge in una nota della Mobilitazione. Alla Camera, oltre l'audizione, è stato depositato un documento con un lungo elenco di criticità a cui sono stati allegati i tanti esposti e le osservazioni inviate nelle ultime settimane per il piano di emergenza esterno.
A rappresentare l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso, composto da undici associazioni, c’erano Giorgio Giannella, Mauro Chilante e Massimo Fraticelli. L’Osservatorio ha lasciato ai parlamentari una scheda che riassume la situazione dell’acquifero del Gran Sasso e ha ribadito il proprio giudizio negativo sull’emendamento governativo finalizzato alla nomina del commissario. «Questo dell’audizione», si legge in una nota dell’Osservatorio che ieri ha ribadito la richiesta di modificare alcuni passaggi dell’emendamento del Governo, « è stato comunque un passaggio importante perché ha consentito di esporre la grave situazione di rischio in cui versa il sistema di approvvigionamento idrico per oltre 700.000 abruzzesi. L’auspicio è che, passata la discussione sulla proposta di commissariamento, il Parlamento voglia continuare a vigilare su quello che accade alla salute di così tanti cittadini e all’ambiente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga».
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