«Acqua del Gran Sasso, inutili le opere per la sicurezza»

TERAMO. «Gran Sasso, dalle carte della Procura di Teramo emerge un quadro devastante sui lavori commissariali». È quanto sostiene l’associazione ambientalista Forum H2O Abruzzo in merito alle...
TERAMO. «Gran Sasso, dalle carte della Procura di Teramo emerge un quadro devastante sui lavori commissariali». È quanto sostiene l’associazione ambientalista Forum H2O Abruzzo in merito alle conclusioni dei consulenti della Procura sui sistemi di sicurezza della falda acquifera. Secondo il Forum «le opere realizzate con lavori milionari – oltre 80 milioni di euro – dal commissario straordinario Balducci per la messa in sicurezza del Gran Sasso sono abbandonate, inutilizzate oppure addirittura usate con allacci di fatto abusivi». Nella documentazione depositata emergono particolari che il Forum definisce inquietanti «sui quali auspichiamo che anche il procedimento in corso presso la Corte dei conti faccia luce».
Il Forum mette in evidenza che diversi interventi previsti dal commissario e o non sono stati realizzati, come il rifacimento dei dreni (i punti di captazione nelle rocce), o, se sono stati realizzati, «sono del tutto parziali, come le due condutture in acciaio nel tunnel Teramo-L'Aquila, dove è incredibilmente ancora attiva la vecchia canalizzazione in cemento che serve l'acquedotto del Ruzzo». La nota del Forum mette inoltre in evidenza che nella relazione dei periti si dice che ad un certo punto della condotta c’ un vero e proprio raccordo abusivo non previsto nelle carte ma presente lungo la linea. «Provoca un moto d'indignazione», commenta ancora l’associazione ambientalista, «la storia dei due tubi che avrebbero dovuto sostituire la condotta principale in vetroresina che trasporta l'acqua nel cunicolo di servizio del Ruzzo. I tubi in acciaio del commissario avrebbero dovuto sostituirla ma alla fine risultano non utilizzati e, secondo i periti, avrebbero potuto trasportare solo 1/3 dell'acqua per errori di progettazione». Nella relazione dei periti della procura emergerebbe quindi un quadro «desolante, perché si tratta di lavori sostanzialmente inefficaci e addirittura deleteri; un grande sperpero di denaro pubblico sulla testa dei cittadini. Quello che emerge è anche più grave di quello che pensavamo e servirà veramente uno sforzo straordinario per uscire dall'emergenza. Il nuovo governo faccia chiarezza su cosa intende fare, assicurando quella trasparenza che finora è mancata a tutti i livelli».
L’inchiesta della Procura teramana sul sistema acqua (coordinata dal procuratore Antonio Guerriero), aperta in seguito a quei drammatici giorni dell’emergenza potabilità del maggio 2017 (c’è anche un fascicolo della Procura aquilana), ha delineato un contesto di leggi ignorate con un costante pericolo di inquinamento. Oltre ai dieci indagati, dai vertici dell’Infn a quelli della Strada dei Parchi fino al Ruzzo, c’è stato anche il sequestro di alcune opere di captazione che si trovano all’interno dei laboratori.
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