Acqua del Gran Sasso, lavori ancora lontani

Prima si dovrà fare una ricognizione del sistema, per Gisonni è «non del tutto chiaro»
TERAMO. Nel pomeriggio di giovedì i rappresentanti dell’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso hanno incontrato il commissario straordinario per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso, Corrado Gisonni, nei nuovi uffici della struttura commissariale all’Aquila.
«Il confronto», si legge in una nota dell’Osservatorio, «ha permesso di acquisire informazioni sullo stato delle attività del commissario che purtroppo, a causa dell’emergenza Covid-19, sono state rallentate». Si è appreso, continua la nota, che «a breve dovrebbe essere pronto il bando per affidare la ricognizione del sistema di prelievo, trasporto e distribuzione delle acque dalle gallerie autostradali e dai Laboratori di fisica nucleare, che il commissario ritiene che non sia ancora del tutto chiaro. Tale ricognizione viene ritenuta essenziale per poter procedere ad una corretta pianificazione degli interventi di messa in sicurezza».
È stata poi affrontata la questione della nomina di un ulteriore commissario straordinario prevista dal decreto Rilancio all’articolo “Interventi urgenti per il ripristino e la messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25 a seguito degli eventi sismici del 2009, 2016 e 2017”. Per gli ambientalisti, «se tale previsione fosse confermata nella legge di conversione, ci sarebbero evidenti sovrapposizioni con parte del lavoro che dovrà svolgere il zommissario per l’emergenza Gran Sasso».
Gisonni ha detto che la struttura commissariale si sta dotando di un sito web «dove tutti i documenti saranno messi a disposizione dei cittadini al fine di garantire la massima trasparenza sulle scelte che si effettueranno e sulle procedure che saranno seguite».
Sia il commissario che l’Osservatorio hanno poi giudicato positivamente che sia stata presentata la procedura di valutazione di incidenza ambientale per un piano di smantellamento delle sostanze pericolose dai Laboratori. Per l’Osservatorio si tratta di «un atto importante che giunge con notevole ritardo e che va attuato nel più breve tempo possibile al fine di abbassare la soglia di pericolo che attualmente corre l’acquifero».
L’Osservatorio ha molto apprezzato l’atteggiamento di disponibilità al confronto che il commissario Gisonni ha dimostrato, parlando di «cambio di passo nella direzione di una maggiore trasparenza», ma ha definito «frustrante che, a distanza da vent’anni dalle prime denunce delle associazioni ambientaliste sui pericoli che l’acquifero del Gran Sasso corre per la presenza dei Laboratori e delle gallerie autostradali, sia ancora necessario procedere a una ricognizione del sistema di captazione e distribuzione. Si tratta di una gravissima responsabilità in capo a tutti gli organi nazionali e regionali che si sono susseguiti in questi due decenni». Per l’Osservatorio «è fondamentale che questa volta si arrivi ad una rapida e definitiva conclusione della ricognizione al fine di garantire l’avvio dei lavori di messa in sicurezza».

