Acqua pubblica, scadenza vicina: il futuro è nelle mani dei sindaci

14 Dicembre 2021

L’Ersi, ente di controllo regionale, apre la procedura per il riaffidamento della gestione del servizio Dopo le feste l’assemblea dei primi cittadini: la scelta è tra gara e nuova assegnazione a Ruzzo Reti  

TERAMO . Il futuro dell’acqua pubblica è nelle mani dei sindaci. Saranno loro, con il percorso amministrativo che inizierà subito dopo le feste, a decidere chi gestirà le risorse idriche e la rete di distribuzione sul territorio teramano. A illustrare le tappe del riaffidamento del servizio attualmente in capo a Ruzzo Reti è stato Nunzio Merolli, presidente dell’Ersi, l’ente regionale di controllo sul ciclo dell’acqua, nel corso dell’audizione sull’argomento davanti alla commissione di vigilanza della Regione. I suoi chiarimenti sono stati sollecitati, in particolare, dal consigliere del Pd Dino Pepe che ha posto una serie di quesiti riguardanti la procedura da attivare, ma anche le prospettive per l’istituzione del gestore unico regionale che rimpiazzi i sei attualmente operativi sul territorio abruzzese.
LA SCADENZA
È stato proprio l’Ersi, infatti, a dare l’input per l’avvio dell’operazione che porterà alla scelta del nuovo gestore del servizio idrico integrato. Lo ha fatto con una lettera indirizzata al presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e al Dipartimento territorio e ambiente della Regione in cui Merolli ricorda che esattamente il 25 giugno del 2023 scadrà la concessione ventennale alla Ruzzo Reti. Sarà la prima in Abruzzo, tra le sei gestioni in corso, a essere rimessa in discussione con una scelta che segnerà di fatto un bivio cruciale per il futuro dell’acqua. Nella missiva viene specificato, tra l’altro, che in base alla convenzione regionale tra ente affidante e gestore del servizio, la procedura per il riaffidamento va attivato 18 mesi prima la scadenza dell’incarico. Per questo, dunque, il tempo stringe e bisogna attivarsi.
CHI DECIDE e quando
Entro metà o al massimo fine gennaio, stando alla lettera, il presidente della Provincia convocherà dunque i sindaci dell’Assi, l’assemblea deliberativa sul servizio idrico, per iniziare il confronto sulla delicata scelta. Sul tavolo ci saranno due opzioni principali: la gara aperta a tutti, nella quale potrebbe prevalere anche una società privata, o l’affidamento diretto a un’azienda a capitale pubblico sulla scorta dell’orientamento già emerso a livello regionale. Per l’assegnazione, in questo caso, sono richiesti alcuni requisti che chiamano in causa direttamente i gestori uscenti. Sono richiesti, in particolare, la regolarità delle tariffe e la solidità dei conti. L’apertura di un concordato preventivo, ad esempio, rappresenterebbe un ostacolo quasi insormontabile verso la riassegnazione del servizio. Ruzzo Reti, dunque, avrebbe in regola per continuare la gestione del servizio idrico, ottenendo la conferma dell’affidamento risalente a vent’anni fa.
GLI SVILUPPI
C’è da considerare, però, la variabile non secondaria della fusione tra le attuali sei società che si occupano del ciclo dell’acqua, per dar vita al gestore unico abruzzese. L’orientamento del governo regionale va in questa direzione e nonostante le incognite, l’operazione potrebbe vedere la luce già entro il 2023.
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