«Acque nere nel Vomano» Ma il sindaco smentisce

22 Agosto 2015

Pineto, Amnistia giustizia e libertà presenta un esposto a Procura e Regione Verrocchio: quello è lo scarico del depuratore, non c’è alcun inquinamento

PINETO. Il gruppo abruzzese di Amnistia, giustizia e libertà (Agl) ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare lo sversamento di acque scure nel fiume Vomano, a poca distanza dalla costa, individuato dopo una segnalazione della fotografa Laura De Berardinis.

«Ci rivolgiamo alla magistratura perché verifichi le eventuali responsabilità penali», si legge nella nota del segretario Vincenzo Di Nanna, «ma al tempo stesso torniamo a chiedere all’assessorato all’ambiente di provvedere con urgenza. Se da un lato è indispensabile che le autorità giudiziarie facciano i loro accertamenti con la dovuta cautela, d’altro canto è impensabile che gli abruzzesi e i turisti continuino, per un tempo indeterminato, a fare il bagno nel mare con uno sversamento di acque industriali potenzialmente dannose per la salute nel vicino fiume: è irrimandabile un intervento politico-amministrativo da parte delle istituzioni competenti».

«Le segnalazioni sono importanti perché aiutano noi amministratori a monitorare il territorio», è la replica di Robert Verrocchio, sindaco di Pineto, «però in questo caso c’è qualcosa che non va. I tubi che si vedono nella foto e di cui si parla nel comunicato stampa non sono abusivi o illegali, ma sono i tubi del depuratore della Ruzzo Reti, peraltro sistemati non troppo tempo fa, tenuti costantemente sotto controllo con rilevamenti periodici. In più, è assolutamente normale che l’acqua immessa abbia un colore diverso rispetto a quella del fiume. Nessuno sversamento inquinante, dunque. Ad ogni buon conto, oggi (ieri per chi legge, ndc) la Capitaneria di Porto ha effettuato rilevazioni. Che il Vomano vada salvaguardato e migliorato è fuori di dubbio, evitando però inutili allarmi, soprattutto d’estate. In questo caso sarebbe bastata una telefonata alle autorità competenti e tutto sarebbe stato spiegato».

Federico Centola

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