Addio a Di Lodovico, 91 anni Fondò un impero in Venezuela

12 Maggio 2021

Il geometra di Castellalto costruì anche gli impianti di risalita a Prati di Tivo. Oggi alle 15,30 i funerali Ha sempre aiutato gli emigrati italiani in Sudamerica gestendo giornali, case di riposo e Fondazioni

CASTELLALTO. Il Venezuela, dove era emigrato da giovane e aveva coronato i suoi sogni, era nel suo cuore. Incarnava l’emigrante abruzzese per eccellenza che aveva costruito con tanto lavoro e sacrifici il suo futuro e quello della sua famiglia. Senza, però, mai dimenticare la patria natia, dove ha trascorso gli ultimi anni, e chi era in difficoltà, facendo della solidarietà la sua ragione di vita. Due terre lontane, il Venezuela e l’Italia, si stringono nel dolore per la scomparsa a 91 anni di Amedeo Di Lodovico, imprenditore teramano, simbolo e punto di riferimento di tutti gli emigrati abruzzesi. Una vita ricca di conquiste e traguardi per Amedeo che da Villa Zaccheo di Castellalto dove era nato e cresciuto aveva deciso, dopo il diploma da geometra e qualche anno di attività nello studio teramano D’Ambrosio, di sfidare il destino ed emigrare con suo fratello Filippo nel prospero Venezuela del tempo, terra promessa per molti italiani. E lì con tanto lavoro, ma anche con intelligenza e spirito imprenditoriale, aveva fondato con il fratello l'Arpigra, un’azienda di costruzioni ancora attiva che ha dato lavoro a tanti compaesani emigrati e si è dedicata, nel tempo, alla realizzazione di grandi infrastrutture soprattutto stradali in Venezuela, Italia, Perù, Panama e Costa Rica.
Editore de “La Voce d’Italia”, il più antico quotidiano in lingua italiana dell’America del Sud, in Italia aveva fondato nel 1964 insieme ai fratelli Rastelli la Siget, che costruirà gli impianti di risalita di Prati di Tivo. Ma il suo sguardo era sempre rivolto verso i suoi compaesani che oltreoceano non avevano trovato fortuna: è stato membro direttivo della casa di riposo "Villa Pompei” dedicata a loro, fondatore delle associazioni “Abruzzesi del Venezuela” e “Fondazione Abruzzo solidale”, quest’ultima che insieme alla Regione Abruzzo cercava di dare assistenza sanitaria a chi era in difficoltà. Più di tutto era un marito, un padre e un nonno affettuoso, sempre presente con la moglie Anna, i figli Erminio, Amedeo junior, Salvador e Ana Gabriela, le nuore Patricia, Fabiana e Maria Grazia, il genero Giovanni e i suoi undici adorati nipoti.
«Papà era una persona normale, ma allo stesso tempo straordinaria», è il ricordo del figlio Erminio, «ha sempre condotto la sua vita con ordine e correttezza ed è stato sempre attento alla sua famiglia, al suo lavoro e agli emigrati italiani in difficoltà ai quali dedicava tempo, energie e iniziative. Mi ricordo quando con la Fondazione cercava di contattare i parenti in Italia e cercare un ponte tra le due nazioni per aiutarli a tornare. Trascorrevo tantissimo tempo con lui e ci capivamo al volo. Mi mancherà tantissimo, ma porterò con me sempre i nostri ricordi e i suoi insegnamenti». A omaggiarlo è anche il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco: «Era un uomo con una forte appartenenza al nostro territorio». I funerali oggi alle 15,30 nella chiesetta di Santa Maria a Ripattoni di Bellante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA