Addio a Lavinia Tritapepe la signora del pattinaggio

15 Febbraio 2020

Fondatrice (nel 1968) della società di rotellistica Castrum, aveva 90 anni La figlia: «Peccato che il Coni non le abbia mai dato la stella al merito sportivo»

GIULIANOVA. È venuta a mancare all’età di novant’anni Lavinia Tritapepe Piccioni, storica figura dello sport giuliese, fondatrice della società di rotellistica Castrum nel 1968. La “regina del pattinaggio”, capostipite di questo sport in Abruzzo e Marche, era conosciutissima in città per gli alti meriti sportivi e umani conseguiti. Memorabile è il profondo impegno profuso per la disciplina sportiva del pattinaggio artistico a rotelle, che ha accompagnato tutta la sua esistenza, fino a quando le forze glielo hanno consentito.
Lavinia non è stata soltanto una dirigente di società, ma «una mamma per tutti gli atleti», ricorda con affetto e commozione la figlia Maria Cristina Piccioni, istruttrice Coni di quarto livello internazionale, che ci regala un piccolo aneddoto. «L’amore per il pattinaggio è stato il leitmotiv della sua vita; nel 1945 vinse la medaglia di bronzo di corsa su pista con i pattini ma mia nonna, assolutamente contraria alla passione per i tempi non convenzionale che nutriva mia madre, per punizione le tolse i pattini e la chiuse in castigo in una stanza, senza letto, per venti giorni. Da quel momento, lei giurò che se avesse avuto una figlia femmina, si sarebbe riscattata tramite lei».
Lavinia Tritapepe nel 2010 fu premiata con una targa dall’allora sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro in occasione dei quarant’anni dalla fondazione della società sportiva Castrum. «Mi rammarica che il Coni non abbia, invece, mai voluto omaggiare mia madre di una stella al valore sportivo», dice la figlia, «tant’è che ho scritto una lettera al presidente della Federazione italiana pattinaggio e hockey da far recapitare al Coni, esprimendo il mio dissapore per questo diritto negato. A lei va riconosciuto anche il merito di aver realizzato la pista di pattinaggio a Giulianova in prossimità del campo di atletica», aggiunge Cristina Piccioni, «ottenendo all’epoca, nei primi anni Settanta, la consistente cifra di cento milioni di lire di contributo da parte della federazione».
Oltre alla passione per il pattinaggio, Lavinia Tritapepe si è sempre contraddistinta anche per il costante impegno nel sociale: da trentacinque anni è la madrina della manifestazione internazionale di sport, moda e spettacolo “Una rosa per la vita”, che ogni anno premia, devolvendo in beneficenza i ricavi, le associazioni che si sono adoperate in ambito sociale.
I funerali si svolgeranno questa mattina alle 10 nella chiesa di San Pietro Apostolo, partendo dall’ospedale di Giulianova.
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