Addio al segretario Pigliacampo: per oltre vent’anni al Classico

27 Gennaio 2022

Si è spento a 89 anni in ospedale, il contagio ha aggravato altre patologie: era in pensione dal ‘93 La preside Di Giampaolo: «Sempre vicino agli alunni». Serpentini: «Un amico, aveva la battuta pronta» 

TERAMO . Per oltre vent’anni è stato il punto di riferimento per gli insegnanti, ma soprattutto per gli studenti e per le loro famiglie. Generazioni di giovani teramani dell’epoca conservano tra i loro ricordi la figura minuta e sorridente di Giuseppe Pigliacampo negli uffici della segreteria o in giro per i corridoi del liceo classico. L’immagine che più ne esprime la sua passione per la convivialità, però, è quella che lo vede a tavola, insieme ai professori con cui era in migliori rapporti, ma a volte anche con i ragazzi delle terze che celebravano il rito dei cento giorni agli esami.
il lutto e i ricordi
Pigliacampo si è spento a 89 anni nella notte tra martedì e ieri all’ospedale di Teramo. Era ricoverato nel reparto di pneumologia per complicanze dovute al contagio da Covid che hanno aggravato le sue condizioni di salute già compromesse da patologie pregresse. Per lo storico segretario del Delfico, in pensione dal ‘93, quando lasciò l’ufficio che aveva ereditato da Avio Ginaldi, di cui era stato vice, i medici non hanno potuto fare più nulla. Lo ricorda, da allora studentessa e successivamente da insegnante, l’attuale preside del Delfico Loredana Di Giampaolo. Insieme ad altri studenti dell’epoca ne aveva latinizzato il cognome. «Lo chiamavano Accipe campus», è il primo aneddoto che torna alla memoria della dirigente, «di lui colpiva il carattere gioviale, la vicinanza agli alunni: era molto simpatico, ma anche molto addentro alle questioni che riguardavano la scuola». Con Pigliacampo ha condiviso un ampio tratto del suo percorso da insegnante Elso Simone Serpentini. «Era un grande amico, sempre con la battuta pronta», sottolinea, «si accompagnava spesso a cena con i docenti, amava molto la tavola». Serpentini cita legami «come quello con il professor Possenti che lo aiutava a tenere i conti del bilancio» ed episodi legati anche a rapporti non sempre cordiali, in particolare con il preside Francesco Cecè Di Daniele. «Lo accusava di entrare in presidenza prima di lui la mattina», racconta, «e così chiamò un fabbro per far chiudere la porta da cui si accedeva direttamente dalla segreteria». Tra i ricordi di Serpentini c’è anche un grave incidente stradale di cui fu vittima Pigliacampo. «Fu investito mentre era in attesa di andare a cena in un ristorante e restò ricoverato per più di cinque mesi in ospedale».
UN ALTRO DECESSO
Il bilancio dei lutti per il contagio fa registrare un ulteriore caso sulla costa. Il Covid non ha lasciato scampo a Roberto Arosio, 50 anni, da poco residente a Pineto. Aveva contratto la polmonite e era ricoverato in Rianimazione a Teramo, dove è morto ieri. Non risultava vaccinato. Arosio era arrivato a Pineto poco più di tre anni fa e qui viveva con la moglie Marina ed i figli Federico Umberto di 11 anni e Zoe Vittoria di 8 anni. Lavorava con la consorte nel reparto vendite dello storico mobilificio Expo 2000 di Silvi. I funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa parrocchiale di Sant’Agnese. Dopo il rito la salma sarà cremata. Cordoglio per la scomparsa di Arosio è stato espresso anche da parte delle suore dell’asilo San Giuseppe frequentato da una delle figlie.
ROSETO, SINDACO GUARITO
Si è conclusa ieri, dopo una settimana, la quarantena del primo cittadino rosetano Mario Nugnes che era risultato positivo al Covid-19. L’esito del tampone di controllo, infatti, ha confermato la negatività e così il sindaco è potuto tornare in municipio per le sue consuete attività. Ieri mattina ha subìto preso parte a una riunione con i suoi assessori, ai quali è stato sempre a fianco con collegamenti da remoto. Lunedì Nugnes aveva seguito dall’isolamento il consiglio comunale, che si protratto per 16 ore, sull’approvazione del bilancio di previsione.(g.d.m.-d.f.- l.v.)
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