Addio allo storico radiologo Di Egidio

Aveva 95 anni. Primario dal 1972 al 1994 al Mazzini, dove portò una delle prime Tac in Italia. Oggi pomeriggio i funerali
TERAMO. E’ stato a lungo uno dei capisaldi dell’ospedale di Teramo. Uno di quelli che, insieme a Gino Lolli e a Bernardo Gramenzi il Mazzini l’ha fatto crescere. Il radiologo Mario Di Egidio è morto venerdì sera alle 19, a 95 anni. Con lui va via la memoria di tempi passati, di un tipo di sanità per certi versi pionieristico, ma ricco di entusiasmo. A ricordarlo è il nipote, Vincenzo Di Egidio che ha seguito le sue orme, tanto che ora è primario radiologo all’ospedale di Pescara, dopo esserlo stato a Teramo.
Mario, teramano, si era laureato a Roma e aveva frequentato l’istituto di radiologia diretto dal professor Turano, che lo mandò nello Yemen a studiare le malattie tropicali. «Erano gli anni 50 e lì mio zio acquisì competenze utili per scrivere insieme al professor Turano il trattato di radiodiagnostica su cui ancora oggi si studia», ricorda il nipote. Di Egidio, da primario dell’ospedale di Taiz, strinse stretti rapporti con l’allora re dello Yemen. «Ci fu una rivoluzione e lui rischiò la vita, ma si salvò perchè lo chiamavano “la divinità che vede” in quanto guardava dentro il corpo con le radiografie. Una volta tornato al potere, il re lo ricompensò per la sua amicizia donandogli preziosi talleri», ricorda Vincenzo.
Negli anni 60, tornato in Italia, divenne primario a Frosinone, fino al 1972 quando venne chiamato al Mazzini da Lolli e Gramenzi. «Nel ’73 il presidente Lolli e mio zio andarono a Londra a conoscere Housfield, il premio Nobel per la medicina che aveva inventato la Tac e nel ’77 portarono la Tac a Teramo, la terza in una struttura pubblica italiana. Poco prima, nel ’74, aveva fatto acquistare all’ospedale un’angiografia, all’epoca macchinario molto innovativo con cui si faceva al Mazzini lo studio di tumori cerebrali e di aneurismi. Non a caso, con Lolli e Gramenzi fece venire a Teramo Giorgio Carbonin aprendo la Neurochirurgia. Contribuì a creare l’ospedale di Teramo. Dalla sua scuola sono usciti i primari Antonio Gadaleta, Maurizio Monina, Giovanni Limbucci e il sottoscritto. In quel periodo era primario anche della radioterapia: facevano trattamenti endocavitari del tumore al collo dell’utero, con l’aiuto del professor Loasse, ordinario della prima cattedra di radioterapia all’Università di Roma. Portò a Teramo i più grandi nomi della radiologia da Francia Germania, Gran Bretagna per il congresso europeo – era il 1987 – ma anche Gianfranco Pistolesi, presidente della Società mondiale radiologi. Era il periodo in cui l’ospedale di Teramo era il 15° ospedale in Italia». Nel 1994 Di Egidio – che aveva ricoperto incarichi sia all’Università di Chieti che dell’Aquila – andò in pensione. «Ma era sempre molto attento a quanto accadeva in ospedale: proprio di questo abbiamo parlato una settimana fa. Lui come al solito vedeva oltre, fu lui che mi spinse a fare la radiologia vascolare interventistica, dicendo che sarebbe stato il futuro». I funerali si svolgeranno oggi alle 14,30 nella chiesa di Cartecchio.
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