Adugna raccoglie fondi per aiutare la sua Etiopia

26 Aprile 2019

Il podista residente a Tortoreto ha lanciato una campagna su Facebook  A Pasqua è tornato a Kobe dove ha donato vestiti alla missione delle Orsoline

TORTORETO. È partito con 140 chili di aiuti in vestiti, scarpe, cappellini, quaderni e matite e un conto aperto su PostePay che continua a salire ogni giorno che passa. La Pasqua di Biniyam Senibeta Adugna, l’italo-etiope atleta della società Turismo Podismo di Giulianova, è stata all’insegna della solidarietà, ma soprattutto è stata una Pasqua in famiglia a Kobo, cittadina del nord est della Repubblica Etiope dove è nato 30 anni fa.
Il suo annuncio della partenza verso casa fatta su Facebook, con la richiesta di aiuti, è stato condiviso più volte e in poche ore è partita la staffetta di generosità da tutto l’Abruzzo ma anche dal resto d’Italia. A Kobo, Biniyam ha ritrovato la sua famiglia ed è tornato alla Missione Cattolica delle Sorelle Orsoline che si occupa di dare accoglienza ed assistenza a bambini poveri ed orfani, dove lui è vissuto e ha studiato dall’età di 6 anni. Biniyam ha consegnato all’istituto tutti i vestiti raccolti, in parte messi a disposizione dal centro di accoglienza Dono di Maria di Giulianova, e ha riabbracciato la direttrice del centro suor Abeba Debassay a cui ha riservato un regalo speciale. «Ho donato a sister Abeba uno dei trofei più importanti che ho vinto come podista, perché sin da piccolo ha creduto in me», ha scritto Biniyam su Fb, «mi ha permesso di finire gli studi e mi ha accompagnato fino all'altare nel giorno del mio matrimonio». E poi ha aggiunto: «non bisogna mai dimenticare da dove si viene». Dopo essere stato per un periodo all’Aquila ora Biniyam vive a Tortoreto con la moglie Valeria Vallocchia e le due figlie Luna e Sara. I due si sono conosciuti in Etiopia quando Valeria era impegnata in una missione umanitaria e si sono sposati in una chiesa del posto. Adesso che sono di nuovo in Etiopia hanno festeggiato l’anniversario di matrimonio celebrando sette anni di vita insieme e rinnovandosi l’amore e l’impegno reciproco nello stesso luogo dove si sono trovati e innamorati.
Nonostante le difficoltà di connessione a internet, ogni giorno Biniyam e Valeria postano immagini e notizie della loro visita in Etiopia. Ci sono le immagini della consegna dei vestiti alle bambine e alle ragazze e poi il resoconto dell’acquisto di alcuni quintali di teff, un cereale africano che si coltiva quasi esclusivamente in Etiopia, e di alcuni letti da donare. «Oggi abbiamo cambiato una parte dei soldi che ci avete donato: 500 euro che qui valgono 16.000 birr, la valuta locale. Pensate», scrive Biniy, «che l’affitto in una casetta di legno e terra è di circa 300 birr al mese». Poi aggiunge: «Questa mattina alle sei mi sono allenato sulla mia terra, a quasi 2000 metri di altezza». Corre Biniyam, vuole vincere altre gare qui in Italia. Anche se la gara più bella per lui rimane quella di aiutare le bambine e i bambini della sua terra che, proprio come lui, hanno tanti sogni per un futuro migliore.
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