Aereo precipita, salvi i due occupanti

3 Agosto 2018

Il velivolo con una coppia di tedeschi a bordo era partito dalla Croazia diretto a Roma. La donna: «È stato un guasto»

PIETRACAMELA. «C’è stato un guasto e mio marito ha tentato un atterraggio di fortuna». È nelle prime parole di una donna ancora sotto shock la cronaca di un pomeriggio di paura sul Gran Sasso, in quella valle del Venacquaro tra Pietracamela e Fano Adriano. Perchè è qui tra i secolari boschi di faggio che un aereo ultraleggero partito dalla Croazia e diretto a Roma è precipitato poco dopo le 14. «Ho visto come un fulmine, un grosso fulmine e poi niente» racconterà più tardi una donna di Prato Selva. E’ in questa zona, intorno ai 1200 metri di altezza, che l’aereo è precitato finendo tra gli alberi del bosco Vadillo in una posizione tale che entrambi gli occupanti sono usciti praticamente illesi. Si tratta di una coppia di cittadini tedeschi: U.L., 57 anni, alto dirigente delle ferrovie, e sua moglie R.L., 55 anni. Sono stati loro a dare l’allarme e a segnalare con molta chiarezza le coordinate della posizione consentendo soccorsi mirati ed immediati. Poco dopo le 15 i due sono stati recuperati dall’elicottero dei vigili del fuoco di Pescara “Drago 54” e trasportati all’ospedale della città adriatica. Fortunatamente, per entrambi, ferite lievi con un ricovero fatto solo a scopo precauzionale.
L’ALLARME.L’allarme è scattato intorno alle 13 quando il piccolo aereo è scomparso dai radar e dal centro operativo nazionale del dipartimento dei vigili del fuoco è scattata la prima segnalazione di un ultraleggero precipitato sul versante teramano del Gran Sasso. I soccorsi sono stati immediati anche perchè le coordinate date dal pilota hanno consentito sin da subito di circoscrivere la zona dell’incidente e quindi di intervenire. Un’ora dopo il velivolo era già stato individuato sulle pendici del Gran Sasso, in un’area molto impervia dell’alta valle del Venacquaro. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Teramo e quelli della sede operativa di Pescara arrivati con l’elicottero. Una volta accertate le buone condizioni di salute di entrambi gli occupanti dell’ultraleggero sono iniziate le operazioni di recupero con il verricello. Poco meno di trenta minuti per portare i due sul “Drago 54” dei pompieri e riprendere la rotta verso Pescara dove ad attenderli nel piazzale antistante la caserma dei vigili un’ambulanza che li ha portati al pronto soccorso dell’ospedale della città adriatica. Dopo tutti gli accertamenti l’uomo, dopo aver fatto una Tac, è stato ricoverato nel reparto di neurochirurgia ma solo a scopo precauzionale, mentre la donna è stata ricoverata per delle fratture ad un braccio e ad una gamba.
UN GUASTO. Nei primi momenti era circolata l’ipotesi che l’ultraleggero potesse essere precipitato a causa delle condizioni meteo visto che in quel momento nella zona pioveva, ma successivamente si è fatta strada quella del guasto meccanico. Perchè la donna, sentita dai carabinieri a Pescara, ha raccontato che c’è stato un problema meccanico e che quindi il marito ha fatto un atterraggio di emergenza. Ha raccontato che in mattinata erano partita dalla Croazia, da Spalato, ed erano diretti a Roma per trascorrere un periodo di vacanza. Una versione, quella della donna, che nelle prossime ore dovrà essere confermata dall’esame del velivolo proprio per accertare il guasto. Esame che sarà fatto questa mattina quando sul posto, che è molto impervio, è previsto un sopralluogo dei carabinieri e dei tecnici dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.
DUE INCHIESTE. Due le inchieste aperte sull’incidente aereo: quella del pm di turno Bruno Auriemma e quella dei tecnici dell’Enac. E’ probabile che, proprio per fare chiarezza sull’ipotesi del guasto, ci sia la necessità di affidare una consulenza tecnica. Cosa, che, per quanto riguarda l’indagine dell’Enac molto probabilmente sarà già fatta questa mattina durante il sopralluogo in programma sul posto in cui si trova il velivolo precipitato. Lì tra gli alti faggi, che come succede nei film ne hanno attutito la caduta, a cui i due cittadini tedeschi devono la vita.
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