Affitti a canone concordato, rivisto l’accordo

13 Gennaio 2019

Le modifiche prevedono un aumento del 15% del canone nelle zone periferiche per affitti in media di 150 euro al mese

TERAMO. Un aumento del 15 per cento, su base annua, dei prezzi relativi agli affitti a canone concordato per le zone periferiche, ritenuti eccessivamente bassi. E' una delle novità relative alla revisione dell’accordo territoriale per il comune di Teramo sottoscritto questa mattina tra le organizzazioni della proprietà (Confedilizia, Uppi, Confappi e Aspii) e quelle dei conduttori (Sicet, Sunia e Uniat) con l’atto che sarà adesso nuovamente depositato e protocollato presso l’ufficio comunale competente e che per il resto conferma tutti i criteri in precedenza definiti, a partire dai prezzi relativi ai canoni per le zone centrali della città. «Per quanto riguarda l’aumento del 15 per cento», precisa il presidente di Confedelizia Rocco Fantozzi, «stiamo parlando di affitti che attualmente si aggirano sui 150, 160 euro al mese», che sottolinea come il resto delle modifiche abbia interessato delle imperfezioni formali relative agli abbinamenti delle microzone censuarie con i fogli di mappa catastali del Comune di Teramo e le relative sub-fasce di appartenenza. Le zone interessate dall’aumento, in particolare, sono quelle di Piano Solare, Cona, Villa Mosca, Colleparco, Villa Pavone, Colleatterrato,, Bivio Nepezzano, Statale 80, , Piano della Lenta, Ponte Vezzola, Scapriano, Contrada Mezzanotte, San Nicolò, Nepezzano, Villa Turri, Villa Falchini, Villa Schiavoni, Sant’Atto e altre zone periferiche. Tra i problemi affrontati ieri mattina in occasione della revisione dell’accordo, anche quella relativa all’attestazione obbligatoria nei contratti non assistiti ai fini dell’ottenimento delle relative agevolazioni fiscali (come l’applicazione dell’aliquota ridotta della cedolare secca del 10 per cento). «Purtroppo si sta verificando che alcune associazioni non firmatarie dell’accordo si spaccino per “attestatori”», denuncia Antonio Di Berardo del Sicet, «il risultato è quei contratti, per legge, non possono usufruire delle agevolazioni». Al riguardo, nella nota con cui annunciano la revisione dell’accordo territoriale, le organizzazioni della proprietà e dei conduttori ricordano come s«olo le organizzazioni firmatarie sono autorizzate al rilascio di tale attestazione e non altre organizzazioni di qualsiasi tipo». Al contrario, nel caso in cui le attestazioni siano rilasciate da altri soggetti. «il contratto stesso è da ritenere non conforme e quindi non rispondente al contenuto economico e normativo dell'accordo anche con riguardo alle agevolazioni fiscali». (a.m.)
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