Agente in servizio 25 ore di fila: in carcere scatta la protesta

I sindacati della polizia penitenziaria proclamano lo stato di agitazione con l’astensione dalla mensa «Tagliato lo straordinario usato per garantire un minimo di sicurezza per il personale e la struttura»
TERAMO. Non è la prima volta e sicuramente non sarà l’ultima che nel carcere di Castrogno un agente resti in servizio per 25 ore di fila. Perché nel carcere teramano, uno di più sovraffollati della regione, la carenza di agenti si trascina da anni. Questa volta tutti i sindacati hanno deciso di denunciare l’ennesimo caso e insieme hanno proclamato lo stato di agitazione che prevede l’astensione dalla mensa in tutti i turni.
«La Direzione della casa circondariale di Teramo», si legge nella nota firmata da Sappe, Sinappe, Osapp, Uil-pa, Uspp, Cisl e Cgil, «da una parte è stata sorda a quanto da noi detto e dall’altra è stata cieca rispetto alle condizioni che erano sotto gli occhi di tutti. In questi giorni ha preferito assecondare direttive generali più che prendere le parti del proprio personale e ha tagliato lo straordinario che veniva usato per assicurare un minimo di sicurezza sia per il personale siaper la sicurezza in generale. Basti ricordare che nel mese di settembre l’istituto teramano ha registrato l’evasione di un detenuto». Secondo i sindacati i problemi sono stati sottovalutati e ignorati. «Il risultato», continua la nota dei sindacati, «è che tutti i giorni abbiamo personale che deve smontare dal servizio e non ha il cambio, abbiamo posti di servizio che vengono chiusi e accorpati, abbiamo un abbandono progressivo delle certezze». Fino ad arrivare, aggiungono i sindacati, a una giornata in cui un appartenente al corpo di polizia penitenziaria è arrivato a svolgere 25 ore ininterrotte di servizio. «Un situazione che ha dell’incredibile», scrivono ancora i sindacati che tornano a ricordare come nel carcere teramano ci sia una carenza di agenti che si avvicina al 35% con una pianta organica ormai non più adeguata alla popolazione carceraria che attualmente sfiora i 410 detenuti. «Si tratta di una pianta organica», precisano i sindacati, «che non tiene conto del fatto che la presenza effettiva dei detenuti si attesta al 150% della capienza regolamentare». I sindacati tornano a chiedere l’intervento delle istituzioni locali a cominciare dal prefetto di Teramo.(d.p.)
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