Agnese e il suo “Pink”: pupazzo nato a Teramo è un idolo in Polonia

L’illustratrice polacca diventata teramana 18 anni fa per amore è autrice insieme a un’amica di Cracovia di un bestseller per bambini
TERAMO. «Disegnare per i bambini è uno dei lavori più belli, sto realizzando uno dei miei sogni nel cassetto». Agnieszka Waligóra è una soave signora e una talentuosa illustratrice polacca trasferitasi 18 anni fa a Teramo per amore. Nella nostra città è nato dalla sua fantasiosa matita il personaggio di Pink, un simpatico mostriciattolo che ha incantato i bambini in Polonia e si appresta a conquistare i piccini di altri Paesi europei. Il primo libro “Sei importante Pink”, sull’autostima nei bambini, pubblicato ad agosto 2020 dalla casa editrice polacca Sensus, in un mese e mezzo ha esaurito la prima tiratura di duemila copie per arrivare fino a oggi a oltre 125mila copie vendute. Un successo che ha trainato il secondo volume “Sei un vero amico Pink”, sulle relazioni, uscito lo scorso novembre e già arrivato a più di 20mila copie.
LA SCOMMESSA (VINTA)
DI AGNESE E URSZULA
Due storie pedagogiche, ricche di esercizi, che fanno passare del tempo insieme a genitori e figli, realizzate da Agnieszka Waligóra insieme all’amica d’infanzia Urszula Mlodnicka. «Lei scrive molto bene, è laureata in psicologia e aveva già realizzato testi e programmi educativi per bambini, io ho sempre avuto il sogno di illustrare libri per i piccoli», dice Agnese, come ormai preferisce essere chiamata, da teramana di adozione. «L’idea del libro è nata dalla voglia di realizzare un desiderio comune. Unendo le forze abbiamo creato il libro di Pink. Ci siamo dette: vediamo come va. Anche la casa editrice, che non aveva una collana di letteratura per l’infanzia, ha fatto una scommessa. Invece Pink è stato subito molto amato dai piccoli lettori, non ci aspettavamo questo successo. Alla Fiera del libro di Varsavia, a settembre, allo stand Sensus abbiamo firmato autografi e fatto disegni sulle copie del libro a intere famiglie, con nonni, genitori e nipoti». Quarantasei anni compiuti il 31 gennaio, sposata con il giornalista, docente e saggista teramano Stefano Cianciotta, due figlie nate in Italia, Giulia di 16 anni e Sofia di 9, Agnese ha una solida formazione alle spalle, si è diplomata al liceo artistico di Cracovia e laureata in design all’Accademia di Belle Arti, sempre nella città polacca, dove è nata. Un libro per bambini la tesi di laurea, seguito dai primi lavori grafici in patria, tra cui committenze commerciali realizzate insieme a Urszula.
IL PERSONAGGIO PINK:
le ragioni del successo
Il successo di Pink, di cui è già pronta la traduzione in inglese, Agnese se lo spiega così: «Se il protagonista di un libro per l’infanzia è un bambino o una bambina i piccoli lettori potrebbero avere il problema di confrontarsi. Io da bambina, per esempio, odiavo Pippi Calzelunghe, così disinvolta e fantastica. Meglio allora inventare un simpatico morbidoso mostriciattolo, un personaggio di fantasia con cui i bambini potessero trovare empatia immediata. Pink è grassottello, spettinato, pensa e parla come un bambino pur non essendolo. Nell’età scolastica ci si scontra con temi difficili da gestire dai bambini, che spesso non credono nelle proprie capacità e possibilità. Così è nato Pink». Il personaggio creato da Agnese e Urszula è blu, per non somigliare ad alcun animale reale, «così i bambini sono liberi di vederlo come vogliono, orsacchiotto, koala, riccio, gattino senza coda», ed è disegnato da Agnese a mano, con la matita e i colori primari («i primi che conosciamo da bambini») su carta, senza l’aiuto del digitale. Su un foglio il primo bozzetto di Pink: «Il personaggio è nato qui a Teramo. Accompagnavo mia figlia in palestra e in quell’ora di attesa per vincere la noia ho iniziato a disegnare il primo schizzo su un foglio poggiato sulle ginocchia». Così è iniziata questa felice storia editoriale, che vede le due autrici già al lavoro sul terzo dei cinque libri previsti da Sensus, sempre per bimbi dai 6 ai 9 anni.
L’AMORE PER TERAMO
E LA NOSTALGIa di cracoviA
«Oggi si può abitare e lavorare in qualsiasi posto nel mondo. Io lavoro qui a Teramo, Urszula a Cracovia», spiega la disegnatrice. «Qui è un’isola felice. Venivo da una metropoli, ma una piccola città come Teramo è la dimensione perfetta per lavorare, avere una famiglia e crescere i figli con tranquillità». Quando Agnese e Stefano si sono conosciuti erano entrambi in vacanza con i rispettivi amici a Praga: il colpo di fulmine, i tanti viaggi per vedersi, infine la decisione comune di vivere in Italia anziché in Polonia, per via della maggiore difficoltà della lingua polacca oltre al clima migliore nel Belpaese. «La lingua italiana è meravigliosa, melodica, ben scandita, mentre la mia è un fiume che scorre. Le nostre figlie, però, non sono bilingui, su questo non sono stata brava. Finché erano piccole parlavo con loro in polacco, poi quando sono andate a scuola è stato più semplice per loro e per noi comunicare in italiano». Perfettamente integrata e realizzata nella nostra città, di cui ama la cucina, in particolare le Virtù, Agnese sente a volte riaffiorare la nostalgia della terra e della famiglia di origine. «Vivere in un altro Paese non è semplice, io sono stata fortunata perché sono stata accolta subito e molto bene, mi sento parte di questa città e dell’Italia, ma le radici non si scordano mai, fanno parte di noi. In Polonia vivono mia madre e mio fratello, papà non c’è più. Per lavoro adesso viaggio più spesso e torno a Cracovia con grande piacere. Penso che la nostalgia peggiorerà con l’età. Già adesso parlandone con te mi commuovo».
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